Ipo d’America, Bending Spoons e Newcleo guidano la nuova fuga delle eccellenze italiane verso Wall Street
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Redazione Economia
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La fuga verso Wall Street continua e si allarga il club delle società italiane pronte a sbarcare sui listini statunitensi, alla ricerca di capitali e valutazioni migliori rispetto a quelle offerte da Piazza Affari. Le ultime e più importanti della lista, destinate a catalizzare l'attenzione degli operatori internazionali, sono la milanese Bending Spoons, società tecnologica nativa digitale, e Newcleo, azienda attiva nel settore dell'energia nucleare di quarta generazione.
Un fenomeno che, abbracciando l'ultimo decennio, sta progressivamente svuotando il mercato italiano di potenziali campioni, restituendo la fotografia di un ecosistema domestico in affanno, incapace di trattenere le sue realtà più innovative e ambiziose.
I giganti della tecnologia e dell'energia puntano al Nasdaq
La società Bending Spoons, che tra i suoi marchi vanta colossi digitali come Evernote, Vimeo, WeTransfer e persino il celebre portale AOL, ha ufficialmente avviato l'iter per la sua quotazione, depositando i documenti necessari presso la Securities and Exchange Commission.
L'obiettivo è quello di approdare sul Nasdaq, il listino tecnologico per eccellenza, con una valutazione attesa intorno ai 20 miliardi di dollari, cifra che quasi raddoppierebbe gli 11 miliardi raggiunti nell'ultimo giro di finanziamento e che ne farebbe una delle Ipo tecnologiche più attese dell'anno.
Ad affiancarla in questa operazione, che si preannuncia epocale per il panorama italiano, c'è Newcleo, l'azienda fondata dal fisico Stefano Buono che ha scelto la stessa strada per finanziare lo sviluppo dei suoi reattori modulari avanzati raffreddati al piombo liquido e la produzione di combustibile dal riciclo delle scorie.
La sua quotazione, che avverrà tramite una fusione con una SPAC, la NewHold Investment Corp III, valuta il gruppo circa 2,4 miliardi di dollari, con l'obiettivo di raccogliere fino a 429 milioni di dollari per accelerare la propria espansione industriale.
Il fascino (e le insidie) del mercato americano
La decisione di queste due eccellenze italiane di puntare sugli Stati Uniti non è certo un caso isolato, ma si inserisce in un trend che ha visto, nel corso degli anni, gruppi come Ferrari e Zegna scegliere Wall Street, spesso ottenendo valutazioni che nel Vecchio Continente sarebbero state difficilmente raggiungibili. La maggiore liquidità, una cultura azionaria più radicata e un ecosistema di investitori specializzati, in particolare nei settori tech e biotech, rendono il mercato americano estremamente attrattivo.
Come sottolineano gli analisti, la governance statunitense, più orientata alla tutela degli azionisti, e un contesto di maggiore deregolamentazione favoriscono valutazioni elevate e una più efficiente raccolta di capitali. Tuttavia, il miraggio americano cela anche insidie non trascurabili. Dati alla mano, oltre l'80% delle società europee che si sono quotate negli Stati Uniti tratta attualmente sotto il prezzo di collocamento, registrando una performance media a un anno del -27%, a fronte del +14% fatto segnare dalle Ipo su Euronext.
Un dato che getta ombre sul presunto vantaggio competitivo, specialmente per quelle aziende che, come Newcleo, devono ancora dimostrare la sostenibilità del proprio modello di business su scala industriale.
Un modello di business unico e la nascita di nuovi miliardari
Bending Spoons ha costruito il proprio impero su un modello di business quantomeno atipico nel mondo delle startup, poiché anziché puntare su un'applicazione dirompente, si comporta come un fondo di private equity con un'anima tecnologica: acquisisce prodotti digitali maturi o in difficoltà, li trasforma ottimizzando costi e funzionalità, e li rende nuovamente profittevoli.
Una strategia che sta dando frutti straordinari, considerando che i ricavi sono schizzati da 387 milioni di dollari nel 2023 a oltre 1,3 miliardi nel 2025, con un tasso di crescita annuo composto dell'84%.
Il tutto mentre l'azienda dichiara di servire oltre 500 milioni di utenti attivi mensili e più di 9 milioni di clienti paganti, e di aver reso miliardari "sulla carta" i suoi quattro fondatori: Luca Ferrari, Matteo Danieli, Francesco Patarnello e Luca Querella, che manterranno il controllo grazie a una struttura azionaria a doppia classe che attribuisce loro maggiori diritti di voto.
Un successo che nasce, paradossalmente, dalle ceneri di un precedente fallimento, quello di Evertale, l'app lanciata nel 2010 che non trovò spazio sul mercato e spinse i giovani ingegneri a cambiare radicalmente strategia.
L'Europa cerca una risposta strutturale
La decisione di Bending Spoons e Newcleo rappresenta un campanello d'allarme per l'Italia e l'Europa, che rischiano di vedere sfumare le proprie eccellenze in favore di un mercato più liquido e redditizio, quello americano. Se da un lato Euronext, il listino paneuropeo, rivendica il proprio ruolo di polo di attrazione con i suoi numeri e sottolinea come non si tratti di una fuga sistemica, dall'altro la partita per trattenere le aziende ad alta crescita si gioca sulla capacità di rinnovare il mercato dei capitali e creare un ecosistema competitivo.
L'obiettivo dichiarato, opinione comune fra gli esperti, è trasformare la straordinaria ricchezza privata accumulata nel continente in un motore efficace di crescita, un'impresa che richiede tempo e una scossa sistemica. Le tempistiche, tuttavia, restano stringenti e potrebbero essere fatali: con Wall Street che dista solo nove ore di volo, la tentazione per le prossime stelle nascenti del made in Italy di seguire le orme dei due colossi è destinata a rimanere fortissima, a meno di un deciso cambio di passo.




