Galles-Bosnia, occhi puntati su Cardiff per l’Italia di Gattuso: c’è anche il derby dei bosniaci

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sarà soltanto Bergamo, questa sera, a tenere col fiato sospeso il calcio italiano. Perché mentre gli Azzurri, guidati da Gennaro Gattuso, si preparano ad affrontare l’Irlanda del Nord di O’Neill nel penultimo atto del proprio cammino verso il Mondiale, l’attenzione di chi segue la nazionale si divide inevitabilmente lungo le due direttrici dello stesso, intricato percorso di qualificazione. A Cardiff, infatti, il Galles ospita la Bosnia ed Erzegovina in una semifinale playoff il cui verdetto, è bene ricordarlo, potrebbe disegnare lo scenario dell’eventuale finalissima che aspetterebbe l’Italia. La vincente di questo confronto, sponda gallese, diventerebbe la potenziale avversaria degli Azzurri, naturalmente a patto che questi ultimi superino il proprio ostacolo immediato contro i nordirlandesi.

Una vigilia di dichiarazioni e la pressione di un posto iridato

Le premesse, a Cardiff, si erano già fatte dense nella serata di ieri, quando Aaron Ramsey, figura leggendaria del calcio gallese, aveva lanciato quella che a tutti gli effetti suona come una sfida ideale all’Italia. Le sue parole, pronunciate alla vigilia di questo doppio snodo, avevano sottolineato la fiducia nel progetto del commissario tecnico Craig Bellamy, un tecnico capace – a suo dire – di infondere quella convinzione necessaria per strappare il pass per gli Stati Uniti, il Canada e il Messico, dove la competizione iridata prenderà il via il 10 giugno per concludersi il 19 luglio prossimi. Dalla parte opposta, la Bosnia si presenta con una spina dorsale che mescola esperienza e qualità, come dimostra la presenza nell’undici titolare di giocatori del calibro di Sead Kolašinac, difensore di esperienza internazionale, e di Muharemović, elementi sui quali il selezionatore bosniaco ha scelto di fare affidamento per una partita dal peso specifico decisivo.

Le formazioni ufficiali e il peso di una semifinale secca

A scendere in campo al Cardiff City Stadium, dove il calcio d’inizio è fissato per le 20.45, sarà un Galles schierato con il consueto 4-2-3-1: tra i pali c’è Karl Darlow, mentre la linea difensiva vede Neco Williams, D. Lawlor, Joe Rodon e J. Dasilva a protezione dell’area di rigore. A centrocampo, Ethan Ampadu e J. James compongono la diga davanti alla difesa, con David Brooks, Harry Wilson e Daniel James chiamati a supportare l’unica punta, Brennan Johnson. Una formazione che lascia intendere la volontà di sfruttare la velocità sulle fasce, cercando di mettere in difficoltà una retroguardia avversaria che, dal canto suo, dovrà gestire la pressione di un confronto dal respiro internazionale.

Queste sfide, va detto, rappresentano l’ultima spiaggia per le nazionali che non sono riuscite a strappare il pass per la competizione iridata durante il normale percorso di qualificazione. Si tratta di un meccanismo spietato, quello dei playoff, dove l’errore si paga a caro prezzo e la concentrazione diventa una virtù tanto necessaria quanto rara. Per il Galles, giocare in casa rappresenta un vantaggio non trascurabile, ma la Bosnia, forte di una tradizione che l’ha vista spesso protagonista in queste situazioni di pressione massima, non è certo una comparsa.

Un doppio binario che porta all’Italia di Gattuso

Se il destino degli Azzurri passa attraverso Bergamo, è impossibile ignorare come l’esito di questo incrocio possa influenzare la narrazione della serata. La squadra di Gattuso, chiamata a fare il proprio dovere contro l’Irlanda del Nord, osserva con attenzione quello che accade nel capoluogo gallese, consapevole che una vittoria la proietterebbe verso un’altra finale, quella decisiva per l’ultimo biglietto disponibile per il volo intercontinentale. Le dichiarazioni di Ramsey, in questo senso, assumono il sapore di un messaggio inviato oltremanica, un modo per ricordare che il cammino verso il Mondiale, per chiunque lo intraprenda, non prevede soste né sconti.

Gli sviluppi giudiziari o le inchieste, in questo contesto, lasciano il posto al pragmatismo del campo. Ogni squadra è chiamata a gestire le proprie energie psicologiche e fisiche, in una stagione che per molti calciatori è già stata estenuante. E mentre le telecamere si accendono su entrambi gli stadi, l’unica certezza è che al termine di questa serata due squadre vedranno sfumare il proprio sogno, mentre altre due si giocheranno tutto nella finalissima che assegnerà il pass per il Nord America.

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