Controversia a Crema: l'Istituto Munari insiste su una classe del liceo Made in Italy con un solo iscritto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   >A Crema, l'Istituto Munari è al centro di una polemica per la sua decisione di avviare una classe del nuovo liceo del Made in Italy dal prossimo anno scolastico. Questa decisione è stata presa nonostante la maggior parte dei futuri studenti abbia optato per l'indirizzo economico-sociale, un corso di studi già esistente.

La decisione dell'Istituto Munari

Secondo quanto riferito all'Adnkronos dall'avvocato Luca Avaldi, rappresentante dei genitori nel consiglio d'istituto del Munari, attualmente c'è un solo studente che ha scelto di iscriversi al liceo Made in Italy, mentre 48 studenti avrebbero preferito l'indirizzo economico-sociale.

La reazione dei genitori

La decisione dell'Istituto Munari ha scatenato una polemica tra i genitori degli studenti. Il preside, Pierluigi Tadi, aveva inizialmente deciso di attivare la classe del nuovo liceo del Made in Italy nonostante ci fosse solo un iscritto. Aveva inviato una lettera alle famiglie informandole che gli studenti che avevano scelto l'indirizzo economico-sociale avrebbero potuto volontariamente cambiare corso, trasferendosi nella classe del Made in Italy. In assenza di volontari, 24 studenti sarebbero stati estratti a sorte e "costretti" a seguire le lezioni dell'indirizzo Made in Italy.

Cambiamento di rotta

Dopo la polemica, il preside Tadi ha fatto marcia indietro sulla sua decisione. Non è chiaro al momento come si evolverà la situazione, ma la questione ha sollevato interrogativi sulla gestione delle iscrizioni e sulla scelta dei corsi di studio nelle scuole superiori.

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