Israele colpisce Sana'a, raid in risposta ai missili Houthi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un attacco aereo israeliano ha colpito obiettivi nella capitale yemenita, Sana'a, causando, secondo quanto dichiarato dalle fonti Houthi, almeno sei vittime e ottantasei feriti, molti dei quali in condizioni gravi. L'operazione, che le forze armate israeliane hanno definito una risposta mirata al lancio di un missile verso Israele, ha preso di mira infrastrutture strategiche, tra cui un deposito di carburante – completamente distrutto dalle esplosioni –, due centrali elettriche e un complesso militare situato in prossimità del palazzo presidenziale.

I miliziani Houthi, che controllano la città, avevano giustificato il loro precedente attacco come un atto di solidarietà verso i palestinesi della Striscia di Gaza, promettendo di proseguire le azioni nonostante le inevitabili rappresaglie. Questo gruppo, sostenuto dall'Iran, si conferma così l'unico attore in quello che viene definito un "cerchio di fuoco" regionale a non aver adottato, a differenza di Hezbollah libanese o delle milizie sciite irachene, una linea più cauta.

Mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è nuovamente alla guida della nazione, il conflitto regionale vede un continuo escalation. Gli Houthi, che dispongono di un arsenale non indifferente e che stanno affinando le loro tattiche offensive, hanno condotto, stando ai resoconti, sessantasette attacchi in un solo mese, impiegando anche nuove bombe a grappolo. Una persistenza che dimostra la loro capacità di incassare i colpi e di riorganizzarsi dopo pesanti offensive.

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