È morto Tullio Lanese, storico arbitro e presidente dell’AIA

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si è spento all’età di 78 anni Tullio Lanese, figura emblematica del calcio italiano, noto non solo per la sua lunga carriera arbitrale ma anche per il ruolo di presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) dal 2000 al 2006. La notizia della sua scomparsa, annunciata dall’AIA attraverso una nota ufficiale, ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo del calcio, che oggi lo ricorda come uno dei migliori fischietti dell’epoca d’oro della Serie A.

Nato a Messina, Lanese iniziò la sua carriera arbitrale nel 1965, scalando rapidamente le categorie nazionali fino a raggiungere la Serie A, dove diresse 170 partite, oltre a 130 incontri di Serie B. La sua ascesa non si fermò ai confini nazionali: divenuto arbitro internazionale, ebbe l’onore di dirigere alcune partite del Mondiale del 1990, disputato in Italia, e la finale della Coppa dei Campioni 1990-91 tra Stella Rossa e Olympique Marsiglia, giocata a Bari. Un traguardo che lo consacrò come uno dei migliori arbitri del suo tempo, capace di gestire con autorevolezza e competenza match di altissimo livello.

Dopo il ritiro dal campo nel 1992, Lanese continuò a dedicarsi al mondo del calcio, ricoprendo incarichi di prestigio. Fu designatore degli arbitri di Serie C e, successivamente, presidente dell’AIA, ruolo in cui si distinse per la sua capacità di guidare con equilibrio e passione l’associazione. Gabriele Gravina, presidente della FIGC, lo ha ricordato come un uomo dal “grande cuore” e dalla “profonda passione per il calcio”, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento per molti colleghi e appassionati.

Per omaggiare la sua memoria, l’AIA, d’intesa con la FIGC, ha disposto che tutti gli arbitri impegnati nelle partite del prossimo weekend indossino il lutto al braccio. Un gesto simbolico che sottolinea il rispetto e l’affetto che il mondo arbitrale nutre per una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio italiano.

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