Gravina e Rocchi a lavoro: al via la rivoluzione degli arbitri
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Redazione Sport
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Il mondo del calcio italiano, e ci riferiamo in particolare al suo aspetto più regolamentare e meno legato all’estetica del gol, si appresta a vivere una svolta epocale. Oggi pomeriggio, nella sede della Federcalcio di via Allegri, il presidente della FIGC Gabriele Gravina incontrerà il designatore Gianluca Rocchi per mettere nero su bianco i dettagli di una riforma che cambierà volto e sostanza alla classe arbitrale, quella stessa classe che, va detto senza mezzi termini, sta attraversando una delle sue fasi più tormentate -1-3. L’appuntamento, fissato per le ore 15.00, avrà un carattere prettamente tecnico e vedrà la partecipazione, oltre che del designatore, anche del vicepresidente dell’AIA Francesco Massini; sarà lo stesso Gravina ad aprire i lavori, in quella che si preannuncia come la prima di una lunga serie di riunioni -1. Non è un caso che i presidenti della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, e di B, Paolo Bedin, siano stati convocati per un successivo incontro: la loro presenza, infatti, sarà cruciale per definire gli aspetti economici e organizzativi di un progetto che punta a istituire una classe di professionisti a tutti gli effetti, sollevando i direttori di gara dalle logiche, talvolta farraginose, della rappresentanza territoriale -3.
Una nuova società indipendente per gli arbitri d’élite
Il cuore pulsante della proposta, quella su cui Gravina intende costruire il nuovo corso, è la creazione di un organismo del tutto nuovo e, per la prima volta nella storia del calcio italiano, indipendente. Si tratterebbe di una società di diritto privato, partecipata al 100% dalla FIGC, ma gestita da un consiglio di amministrazione composto da tre membri indipendenti, figure terze che non avranno alcun legame né con i club, né con la Federazione stessa, né tantomeno con l’attuale Associazione Italiana Arbitri -3-5. A questo nuovo soggetto, che disporrebbe di un budget iniziale stimato intorno ai 17-18 milioni di euro provenienti in gran parte dalla Federazione e in parte dalle Leghe, spetterebbe il compito di selezionare e gestire un gruppo ristretto di fischietti d’élite: l’organico previsto dalla bozza, infatti, parla chiaro e conta 40 arbitri, 66 assistenti e 24 Video Match Officer, tutti professionisti che opereranno a tempo pieno -5-6. La separazione tra l’aspetto tecnico e quello amministrativo sarà netta: da un lato il direttore tecnico, di fatto il nuovo designatore, che avrà l’ultima parola su chi debba dirigere e chi no basandosi esclusivamente sul rendimento, e dall’altro un direttore amministrativo che si occuperà della gestione economica, della ricerca di sponsor e dei diritti d’immagine -3.
Il professionismo e i nodi da sciogliere con l’AIA
Questo salto di qualità, che trasformerebbe l’arbitro da una figura retribuita a gettone a un vero e proprio lavoratore con contratto a tempo determinato e relative tutele previdenziali, implica però una rivoluzione nei rapporti di forza con l’AIA. Se da un lato, infatti, l’Associazione Italiana Arbitri non verrebbe smantellata, ma conserverebbe un ruolo fondamentale nella formazione dei giovani e nella gestione dei campionati inferiori fino alla Serie C, dall’altro perderebbe il controllo sulla crema della categoria, quella che oggi viene promossa e gestita anche in base a logiche di equilibrio territoriale -3-5. È su questo crinale che si gioca la partita più delicata, anche alla luce della particolare situazione dell’AIA, attualmente priva di un presidente dopo la conferma in secondo grado dell’inibizione a 13 mesi per Antonio Zappi -3-6. Gravina, che nelle scorse settimane aveva chiesto a tutte le componenti federali chi fosse soddisfatto dell’attuale organizzazione ricevendo un’unanime e desolante alzata di spalle, è determinato ad andare fino in fondo, consapevole che la bonifica del sistema passa anche dalla capacità di separare il merito tecnico da ogni possibile valutazione di natura politica -3.
I prossimi passi in un clima di tensione
Il percorso, come è facile immaginare, è irto di ostacoli e il clima, va registrato, è tutt’altro che sereno. Le polemiche che hanno accompagnato la ventiseiesima giornata di campionato, con le contestate decisioni che hanno coinvolto anche club come il Napoli per il gol annullato a Gutierrez, non sono che l’ultimo sintomo di un malessere profondo che attanaglia il sistema arbitrale -1. La riunione odierna servirà a definire i dettagli di una bozza in 15 punti che Gravina intende vedere trasformata in una proposta definitiva entro un mese, prima del passaggio in Consiglio Federale per la votazione. Serviranno, poi, delle modifiche al Regolamento dell’AIA, modifiche che dovranno passare dal vaglio del Comitato Nazionale, e qui potrebbero sorgere le prime resistenze. Non si esclude, in caso di ostruzionismo prolungato, l’ipotesi di un commissariamento dell’Associazione, anche se la linea della Federazione, almeno per il momento, è quella di perseguire una riforma condivisa e sostenuta dalla più ampia maggioranza possibile, per evitare di aggiungere conflitti a conflitti in un momento già di per sé delicato -3. Il lavoro, insomma, è appena cominciato.




