Il giorno della svolta: Gravina e Rocchi al tavolo per la riforma degli arbitri
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Redazione Sport
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La sede della Federcalcio in via Allegri si appresta a ospitare un incontro che, nelle intenzioni del presidente Gabriele Gravina, dovrebbe segnare uno spartiacque nella gestione della classe arbitrale italiana. L’appuntamento è per le 15.00, con il numero uno della Figc che aprirà personalmente i lavori di quella che viene presentata come una riunione prettamente tecnica, ma il cui ordine del giorno cela un ambizioso progetto di ristrutturazione complessiva del sistema -4-10. Al tavolo siederanno il designatore Gianluca Rocchi e, su invito, anche il vicepresidente dell’Aia Francesco Massini, figure centrali di un dialogo che si preannuncia complesso, considerando le resistenze che l’associazione di categoria ha già manifestato nei giorni scorsi -2-10. Rimandata a un secondo momento, invece, la partecipazione dei presidenti di Lega Serie A e Serie B, Ezio Maria Simonelli e Paolo Bedin, il cui contributo sarà determinante per gli aspetti economici della riforma -1-4.
Una società indipendente per 40 arbitri d’élite
Il cuore della rivoluzione caldeggiata da Gravina ruota attorno alla creazione di un nuovo organismo, una società di diritto privato partecipata interamente dalla Figc e concepita per operare in totale autonomia rispetto alle logiche associative che, a suo dire, finiscono talvolta per condizionare le scelte tecniche -3-4. Alla guida di questa nuova entità, un consiglio di amministrazione composto da tre membri laici e indipendenti, i quali avranno il compito di nominare un direttore tecnico — di fatto un super-designatore — e un direttore amministrativo. L’obiettivo dichiarato è selezionare un gruppo ristretto di professionisti, un vero e proprio contingente d’élite composto da 40 arbitri, 66 assistenti e 24 addetti al Var, che dalla prossima stagione sarebbero gli unici a dirigere le gare di Serie A, Serie B e Coppa Italia -4-7. A loro sarebbe riservato un trattamento economico e contrattuale innovativo: un primo periodo a gettone per poi, superato il vaglio tecnico, essere stabilizzati con contratti a tempo determinato che garantiscano tutele finora sconosciute alla categoria, il tutto finanziato da un budget iniziale stimato tra i 17 e i 18 milioni di euro -3-10.
Le resistenze dell’Aia e la posizione di Rocchi
Sul percorso tracciato dalla Federazione si addensano però più di una nuvola, provenienti principalmente da chi, fino a oggi, ha gestito la cantera dei fischietti italiani. L’Associazione Italiana Arbitri, attraverso le parole del suo vicepresidente Massini e in un momento di particolare vulnerabilità per la sospensione del suo presidente, non ha nascosto il proprio malcontento, arrivando a ventilare l’ipotesi di uno sciopero -3. La richiesta, al centro della riunione odierna, è che all’Aia venga riconosciuto il diritto di esprimere il nuovo designatore — ruolo attualmente ricoperto da Rocchi — e di avere un proprio rappresentante all’interno del cda della futura società -3. Una pretesa, questa, che si scontra frontalmente con la volontà di Gravina di recidere ogni cordone ombelicale con la vecchia gestione, ritenuta troppo legata a equilibri interni e logiche territoriali che poco hanno a che fare con la meritocrazia -4-7.
Il clima di polemiche e la spinta delle società
A fare da sfondo a questo confronto tecnico-istituzionale, un clima rovente alimentato dalle continue contestazioni che accompagnano ogni fine settimana di campionato. L’ultimo episodio in ordine di tempo, il gol annullato a Gutierrez in una partita del Napoli, ha riacceso i riflettori sulla qualità della direzione arbitrale, fornendo ulteriore carburante alla richiesta di cambiamento -1. Le società, da tempo sul piede di guerra, premono per soluzioni radicali e qualcuno, come il presidente degli azzurri, rilancia persino l’idea di un modello in stile inglese, con gli arbitri gestiti direttamente dalla Lega Calcio -8. Una pressione, quella dei club, che non si è però tradotta in una presenza fisica all’incontro odierno: secondo alcune ricostruzioni, i rappresentanti di Serie A e B avrebbero addirittura deciso di disertare il vertice in segno di protesta, considerata la presenza del designatore Rocchi, verso il quale non nasconderebbero più di qualche perplessità -1. Un’assenza che, se confermata, renderebbe il confronto di oggi solo il primo, incerto atto di una partita ben più lunga e complessa.




