La Figc accelera sul professionismo arbitrale: ieri il vertice con Rocchi e Massini per il nuovo modello ispirato alla Premier League

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il percorso che dovrebbe traghettare i direttori di gara italiani verso il professionismo ha mosso ieri un passo decisamente concreto. Nella sede della Federcalcio a Roma, in via Allegri, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha incontrato il designatore Gianluca Rocchi e il vicepresidente vicario dell’Aia Francesco Massini per mettere nero su bianco i dettagli di una riforma attesa da tempo e accelerata, va detto, dalle polemiche sempre più roventi degli ultimi weekend -1-3. L’incontro, a cui non ha preso parte il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Antonio Zappi, attualmente inibito per tredici mesi, ha di fatto sancito l’avvio dell’iter per la creazione di un organismo autonomo che gestisca i fischietti di Serie A e B -1-10. L’ispirazione, com’è ormai chiaro, arriva direttamente dall’Inghilterra e dalla loro Professional Game Match Officials Limited, la Pgmol che da anni sovrintende alla classe arbitrale d’Oltremanica -2.

Una società privata per superare la logica della territorialità

Il piano illustrato da Gravina ai suoi interlocutori prevede la costituzione di una società di diritto privato, partecipata al cento per cento dalla Figc, alla quale verrebbe affidata la gestione esclusiva degli arbitri di vertice -1-4. Si tratterebbe di un ente giuridicamente autonomo, con un consiglio di amministrazione composto da tre membri indipendenti nominati dal Consiglio federale, figure quindi del tutto estranee a logiche di club o ai meccanismi associativi interni all’Aia -2-9. La copertura economica, un budget iniziale stimato attorno ai diciassette-diciotto milioni di euro, sarebbe garantita in quota parte dalla stessa Federcalcio e per la restante parte dalle Leghe di Serie A e Serie B, che diventerebbero così finanziatori del progetto senza però avere alcuna ingerenza nella gestione tecnica o nelle nomine -4-8. L’obiettivo dichiarato, e questo è forse il passaggio più significativo, è quello di recidere il cordone ombelicale con il vecchio criterio della rappresentanza territoriale, un principio che finora ha spesso condizionato le promozioni e le designazioni, per lasciare spazio unicamente al merito e alla competenza professionale -1-3.

Contratti e tutele: verso lo status di professionisti

La vera rivoluzione, per chi arbitra in Serie A e B, riguarderà naturalmente lo status contrattuale. L’attuale sistema del pagamento a gettone, con rimborsi spese e indennizzi che nulla hanno a che vedere con un vero stipendio, verrebbe superato da un rapporto di lavoro vero e proprio -1-5. Secondo le bozze discusse, i nuovi arbitri inseriti nell’organico d’élite potrebbero inizialmente essere inquadrati con contratti da lavoratore autonomo per poi, una volta acquisita una certa esperienza e convinto il direttore tecnico delle proprie capacità, passare a contratti subordinati a tempo determinato -2-5. Questo garantirebbe finalmente ai direttori di gara tutele previdenziali, assicurative e, non meno importante, un trattamento economico stabile e dignitoso, allineato a quello dei calciatori che sono chiamati a giudicare -5-9. L’organico di questa nuova squadra di professionisti sarebbe composto da circa quaranta arbitri, sessantasei assistenti e ventiquattro addetti al Var, i cosiddetti Vmo (Video Match Officer) -1-4.

Il ruolo dell’Aia e il nodo delle promozioni

Con la nascita di questo nuovo soggetto giuridico, l’Aia non sparirebbe dalla scena, ma vedrebbe ridefinito il proprio raggio d’azione. All’Associazione Italiana Arbitri resterebbe infatti la gestione dei campionati minori, dalla Serie C in giù, con il compito fondamentale di fare da vivaio e da serbatoio per i giovani fischietti -4-8. Il problema del passaggio dalla gestione associativa a quella professionistica, e quindi dei meccanismi di promozione verso l’alto, è però uno dei temi più delicati ancora sul tavolo e che richiederà ulteriori incontri operativi con le componenti tecniche di A e B per essere definito nei dettagli -2-8. La riunione di ieri, insomma, ha aperto ufficialmente il cantiere: ora si tratterà di tradurre la bozza in un testo definitivo, coinvolgendo tutte le parti in causa per cercare di arrivare pronti all’avvio della prossima stagione sportiva, con l’obiettivo di alzare il livello di una categoria finita spesso nell’occhio del ciclone -3-9.

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