I Thunder e il sogno di una dinastia: giovani, talento e un titolo da difendere
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Redazione Sport
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Mentre Oklahoma City si risveglia ancora assonnata dopo i festeggiamenti per il primo titolo NBA della sua storia, i Thunder guardano già al futuro con una domanda che aleggia nell’aria: questa squadra, costruita su giovani promettenti e margini di crescita ancora ampi, può trasformarsi in una dinastia? Il roster, che già oggi vanta giocatori affermati come Lu Dort e Isaiah Hartenstein — rispettivamente 26 e 27 anni — nasconde infatti diversi talenti ancora acerbi, pronti a esplodere. Cason Wallace e Jaylin Williams, entrambi 22enni, rappresentano solo la punta dell’iceberg di un gruppo in cui anche nomi come Ajay Mitchell, classe 2002, e Ousmane Dieng, scelto addirittura prima di Jalen Williams nel Draft 2022 ma finora rimasto un’incognita, potrebbero rivelarsi pezzi fondamentali.
Proprio Jalen Williams, uno dei protagonisti della stagione, ha fatto parlare di sé per una confessione insolita. Astemio convinto, ha ammesso di aver ceduto alla tentazione durante i festeggiamenti post-titolo. "Ieri è stata la mia prima volta assoluta con l’alcol, non avevo mai bevuto niente in vita mia", ha raccontato a ESPN, precisando però che l’esperienza non lo ha entusiasmato. Un dettaglio curioso, che non ha certo sminuito la sua stagione da protagonista, culminata con la vittoria sugli Indiana Pacers in finale.
La città, intanto, ha vissuto due giorni di euforia. Migliaia di tifosi hanno invaso le strade del centro per la parata trionfale, salutando il bus scoperto carico di giocatori, tra cui Shai Gilgeous-Alexander e lo stesso Williams, che brandivano il Larry O’Brien Trophy sotto una pioggia di coriandoli. All’arena, prima della sfilata, il coach Mike Daigneault e la squadra si sono alternati sul palco, ringraziando i supporter con discorsi brevi ma carichi di emozione.




