Tentato omicidio a Cattolica, si getta in mare con l’auto e la moglie: arrestato 45enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è bastato l’intervento dei carabinieri, una settimana fa, per placare la furia di Ismail Picari, 45 anni, cittadino albanese. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per un episodio di resistenza a pubblico ufficiale risalente a pochi giorni prima, avrebbe meditato e poi messo in atto un gesto estremo nei confronti della moglie, gettandosi con lei a bordo della propria auto nel porto canale di Cattolica, al confine con Gabicce Mare.

Un tentativo di omicidio che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe maturato come ritorsione per una chiamata al numero di emergenza 113 effettuata dalla donna due giorni prima dell’accaduto, forse per chiedere aiuto in seguito all’ennesimo litigio scoppiato tra le mura domestiche.

La dinamica del gesto e il salvataggio della donna

Nel pomeriggio di mercoledì, la vettura condotta da Picari ha percorso a tutta velocità il tratto di banchina che si affaccia sul canale, per poi finire in acqua. La moglie, che non sapeva nuotare, è rimasta intrappolata nell’abitacolo mentre l’acqua invadeva rapidamente l’auto. Il panico deve essere stato totale, ma la donna è riuscita a salvarsi grazie al tempestivo intervento di due passanti che, notata la scena, si sono tuffati per prestare soccorso.

Mentre la vittima veniva tratta in salvo e affidata alle cure dei sanitari, il 45enne è riuscito ad allontanarsi dal luogo del sinistro, dileguandosi prima dell’arrivo dei soccorsi ufficiali. La Procura di Rimini ha subito aperto un fascicolo per tentato omicidio, ritenendo che il comportamento dell’uomo fosse tutt’altro che un incidente ma una precisa volontà omicida, aggravata per di più da futili motivi, ossia la decisione della donna di rivolgersi alle autorità.

Le ricerche e il fermo dei carabinieri

La fuga di Ismail Picari è durata soltanto poche ore. I carabinieri della compagnia di Riccione, coordinati dal procuratore capo, hanno immediatamente attivato un dispositivo di ricerca che ha consentito di restringere il cerchio intorno all’abitazione dell’uomo, sita a San Giovanni in Marignano, nel Riminese. In tarda serata, i militari hanno individuato il 45enne nei pressi di un’area boschiva non lontana dalla sua casa, dove si era rifugiato nel tentativo di sottrarsi alla cattura.

L’arresto è avvenuto senza particolari resistenze; l’uomo è stato quindi condotto in caserma e posto in stato di fermo, come disposto dalla procura di Rimini. Gli inquirenti stanno ora vagliando gli elementi raccolti, comprese le testimonianze dei soccorritori e della stessa vittima, per ricostruire con esattezza i minuti precedenti il lancio in acqua, al fine di consolidare l’ipotesi accusatoria nei confronti del quarantacinquenne, che dovrà rispondere di tentato omicidio nei confronti della coniuge.

Il precedente e il contesto familiare

Un particolare che non è sfuggito agli investigatori riguarda il recente passato giudiziario del 45enne, albanese da tempo residente nella zona di San Giovanni in Marignano. Soltanto la settimana scorsa, i carabinieri erano già intervenuti presso l’abitazione della coppia in seguito alla segnalazione di una lite violenta. In quella circostanza, Picari aveva opposto resistenza ai militari, tanto da vedersi applicare la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Un provvedimento che non è servito, però, a disinnescare una spirale di violenza culminata con il tragico epilogo nel porto canale di Cattolica. La donna, dopo essere stata soccorsa e aver raccontato la dinamica ai carabinieri, ha fornito un quadro inquietante del clima che si era creato in casa, descrivendo le minacce e le pressioni subite.

Il movente, secondo l’accusa, sarebbe da ricercare proprio nella chiamata al 113, vista dal marito come un imperdonabile tradimento della loro relazione, da qui la decisione di punirla nel modo più violento, tentando di portarla con sé in quella che sarebbe potuta diventare una trappola mortale.

Le indagini e le prospettive giudiziarie

Il fermo di Ismail Picari per tentato omicidio è già stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rimini, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato. Gli inquirenti stanno ora raccogliendo ulteriori riscontri, tra cui le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nella zona del porto canale, che potrebbero aver immortalato la fase precedente all’impatto dell’auto con l’acqua.

Non si esclude, inoltre, che possano emergere altri elementi utili a chiarire le modalità con cui l’uomo ha costretto la moglie a rimanere a bordo, impedendole di aprirsi la portiera prima che il veicolo affondasse. Il 45enne, assistito dal difensore di fiducia, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia.

L’accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, in questo contesto, potrebbe configurare una cornice penale particolarmente severa, anche in considerazione del legame coniugale tra le parti e della premeditazione che sembra trasparire dalle prime risultanze investigative. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari, in attesa che il pubblico ministero formuli le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato fino a sentenza definitiva.

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