Il centrodestra pugliese guarda al futuro dopo il voto, Vendola fuori dal consiglio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   In occasione delle elezioni regionali 2025 in Puglia, Viva Network ha confermato, ancora una volta, la propria capacità di presidiare il campo elettorale con un entusiasmo che gli è proprio, seguendo con attenzione meticolosa ogni fase della competizione. L’impegno costante, costruito giorno dopo giorno senza sosta, ha permesso di documentare l’intero arco degli eventi: dalle primissime candidature, passando per le settimane intense della campagna elettorale, fino ai temi che hanno infiammato il dibattito pubblico e alla lunga, attesa, giornata delle elezioni con i suoi esiti.

La ripartenza del centrodestra

Il centrodestra, dal canto suo, riparte ora dai 505mila voti ottenuti dal suo candidato governatore, Luigi Lobuono, un risultato che, seppur distante dalla vittoria, rappresenta la base dalla quale muovere i prossimi passi. La coalizione si trova infatti di fronte alla necessità impellente di un lavoro approfondito per colmare quel divario di quasi trenta punti che l’ha separata dal centrosinistra. Punto di riferimento indiscusso per l’opposizione in Consiglio regionale sarà proprio Lobuono, il quale, nonostante la sconfitta ferma al 35,13%, ha voluto sottolineare come non vi sia “amarezza” nel suo campo. “Sono comunque soddisfatto”, ha dichiarato, lasciando intendere una volontà di riorganizzazione che non si fa scoraggiare dal risultato.

Il tramonto di Vendola

Diversa, e ben più amara, è stata la sorte di Nichi Vendola e della sua Alleanza Verdi Sinistra. Quella che era stata una candidatura sbandierata con forza e difesa a oltranza, al punto da rischiare di compromettere l’equilibrio che avrebbe dovuto portare Antonio Decaro alla candidatura, si è trasformata in una vera e propria Caporetto elettorale. Il successo travolgente dell’ex sindaco di Bari, infatti, ha di fatto svuotato lo spazio di Avs, determinando quello che molti osservatori considerano il tramonto politico definitivo per l’uomo che, in Regione Puglia, aveva aperto una stagione poi cavalcata da Michele Emiliano e ora dallo stesso Decaro.

La nuova geografia del consiglio

I conti del giorno dopo, del resto, parlano in modo inequivocabile. Il Pd e la lista a sostegno del neo governatore hanno proceduto a una vera e propria incetta di seggi nell’assemblea regionale, aggiudicandosene ben 21 dei 29 conquistati, a cui va aggiunto quello che spetta di diritto al presidente. Il totale, quindi, sale a 30 seggi, una cifra che conferma la schiacciante maggioranza a sostegno di Decaro, mentre il centrodestra, che pure può contare sulla figura di Lobuono, si deve accontentare di un totale di 21 seggi. Una geografia politica completamente ridisegnata, che segna un nuovo inizio per la Puglia e un epilogo per alcune delle sue stagioni passate.

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