Larissa Iapichino vince l’Ultimate Championship e indica la nuova sfida
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Redazione Salute
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Larissa Iapichino ha vinto l’Ultimate Championship nel salto in lungo a Budapest, chiudendo la stagione con un successo che lei stessa e il padre allenatore Gianni hanno definito un passaggio decisivo della carriera. L’azzurra delle Fiamme Oro si è imposta nella nuova rassegna organizzata da World Athletics grazie alla misura di 6,90 metri ottenuta al primo tentativo, con vento regolare a favore. La gara ha rappresentato il punto più alto di un’annata vissuta come una svolta dopo le difficoltà affrontate nella precedente grande competizione internazionale.
Il rapporto tra Larissa e Gianni dopo una stagione di crescita
Intervistati da Sky Sport Insider, Larissa Iapichino e Gianni Iapichino hanno raccontato il percorso costruito insieme tra pedana e allenamenti, con il doppio ruolo di figlia e atleta da una parte, padre e tecnico dall’altra. La campionessa ha spiegato che il lavoro svolto dopo la delusione di Tokyo 2025 ha permesso di cambiare approccio, intervenendo sugli aspetti necessari per tornare competitiva ai massimi livelli. Il rapporto professionale tra i due resta legato a un confronto quotidiano, nel quale tecnica, preparazione e gestione delle gare vengono analizzate con attenzione.
Il risultato ottenuto a Budapest è arrivato in una gara iniziata nel modo migliore, con il salto decisivo già nella prima prova. La prestazione ha confermato il valore dell’atleta italiana nel lungo femminile e ha seguito altri risultati importanti maturati nel corso dell’anno, compreso il successo europeo citato nel bilancio della stagione. Per Iapichino, però, il traguardo raggiunto non coincide con un punto di arrivo: il lavoro indicato con il padre riguarda soprattutto la possibilità di migliorare ancora la continuità delle misure e avvicinarsi a prestazioni superiori ai sette metri.
Il nuovo format di World Athletics debutta tra innovazioni e discussioni
L’Ultimate Championship è stato ideato da World Athletics come una competizione biennale di fine stagione con l’obiettivo di modificare la presentazione dell’atletica e renderla più immediata per il pubblico. La prima edizione si è svolta a Budapest dall’11 al 13 settembre con un’impostazione diversa dai tradizionali grandi eventi: meno tempi morti, maggiore attenzione televisiva, grafiche durante le gare e una scenografia pensata per valorizzare gli atleti.
Tra gli elementi più discussi del nuovo appuntamento ci sono state proprio alcune scelte spettacolari, come le introduzioni degli atleti, le immagini ravvicinate e le indicazioni grafiche sulle probabilità di successo. Il progetto punta a rinnovare la comunicazione di uno sport con margini più ridotti rispetto ad altre discipline per modificare regole e formato senza alterarne la natura. La rassegna ha inoltre introdotto una formula con finali e semifinali dirette per un numero selezionato di partecipanti nelle diverse specialità.
Jacobs fuori dalla finale dei 100 metri
La spedizione italiana a Budapest ha vissuto anche il rientro di Marcell Jacobs, che nei 100 metri non è riuscito a raggiungere la finale. Lo sprinter azzurro ha chiuso la semifinale con un tempo di 10.20 e ha spiegato di essersi sentito arrugginito, pur sottolineando di non essere arrivato alla fine del proprio percorso agonistico.
Nel programma della manifestazione ha trovato spazio anche la staffetta 4x400 mista italiana, con la formazione composta da Edoardo Scotti, Anna Polinari, Lorenzo Benati e Alessandra Bonora. La gara ha completato il calendario azzurro dell’evento insieme alle presenze individuali di altri rappresentanti italiani chiamati a confrontarsi nella nuova formula internazionale.
Gianni Iapichino ha indicato come obiettivo successivo il miglioramento degli ultimi dettagli che possono permettere alla figlia di compiere un ulteriore salto di qualità, mentre Larissa ha ribadito la volontà di continuare a lavorare sulla rincorsa e sulla precisione tecnica. L’Ultimate Championship di Budapest ha consegnato alla saltatrice italiana il titolo con un primo tentativo da 6,90 metri.
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