Il Parma ferma la corsa, ma un punto prezioso accorcia la strada verso la salvezza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'inerzia positiva del Parma, quella che aveva portato la squadra di Cuesta a infilare tre vittorie consecutive tra cui spiccano i colpi esterni contro Milan e Bologna, ha trovato un ostacolo nel Cagliari, eppure il pareggio per 1-1 maturato al termine di una gara tesa e combattuta allo stadio Ennio Tardini non può essere letto come una battuta d'arresto, bensì come un ulteriore, piccolo passo in quella direzione che porta alla permanenza in Serie A. I ducali, che con questo risultato agganciano quota 33 in classifica allungando a nove le lunghezze di vantaggio sulla zona calda occupata dal Lecce, hanno dovuto sudare più del previsto per avere ragione di un Cagliari ben messo in campo da Pisacane e apparsso quantomeno solido, nonostante la classifica deficitaria e un momento di forma non certo entusiasmante. È stata una partita di quelle che si studiano a fine stagione, quando si tirano le somme: un confronto diretto, giocato a viso aperto da entrambe le parti ma con la paura di scoprirsi, e alla fine a esultare, seppur con moderazione, sono stati sia i padroni di casa per aver evitato la sconfitta, sia gli ospiti per aver interrotto una striscia negativa e portato a casa un punto che muove la classifica e porta i rossoblù a +6 sul terzultimo posto.

L'ingresso di Folorunsho e la magia che illude il Cagliari

La partita, arbitrata dal signor Massimi della sezione di Termoli, ha vissuto per larghi tratti di un equilibrio sostanziale, con le due formazioni attente a non concedere ripartenze pericolose e a controllare le fonti di gioco avversarie. Il primo tempo si era chiuso a reti inviolate, con qualche sussulto principalmente sui piedi di Caprile, portiere del Cagliari, autore di almeno due interventi prodigiosi che hanno tenuto a galla i suoi, e del collega Corvi, altrettanto reattivo quando chiamato in causa. La ripresa sembrava incanalarsi sugli stessi binari, fino all'episodio che ha cambiato la fisionomia del match. Al minuto sessantuno, Pisacane getta nella mischia Michael Folorunsho, un innesto che profetizzerà il vantaggio nel giro di pochi minuti: l'ex centrocampista, al rientro dopo due mesi di stop per un infortunio, raccoglie un appoggio di Sebastiano Esposito e dalla trequarti destra, defilato e con un angolo impossibile, lascia partire un bolato che si infila sotto l'incrocio dei pali opposto, lasciando di gesso Corvi e l'intero stadio. Un eurogol, come lo hanno definito le cronache, che per certi versi ha ricordato per traiettoria e spettacolarità alcune perle della storia del calcio, e che per lunghi minuti è sembrato poter consegnare ai sardi una vittoria pesantissima in ottica salvezza.

Oristanio, l'ex che non perdona: il pari che vale un tesoro

Il Cagliari, forte del vantaggio, ha provato a gestire e a colpire in contropiede, ma il Parma non ha accusato il colpo e ha continuato a macinare gioco con la testa bassa e la determinazione di chi non vuole sprecare il filotto positivo delle ultime settimane. Cuesta, dal canto suo, aveva già inserito forze fresche ad inizio ripresa, tra cui spiccava il nome di Gaetano Oristanio, attaccante con un passato proprio nelle file del Cagliari. E proprio da un ex, e precisamente al minuto ottantatré, è arrivata la zampata del pari. Una manovra confusa in area di rigore ospite, un rimpallo favorevole e una conclusione precisa dell'italiano che ha trafitto Caprile, fino a quel momento imbattibile e protagonista di una prestazione monumentale con parate che hanno tolto la certezza del gol a Pellegrino e compagni. Per Oristanio, come ha dichiarato lui stesso a fine gara, si è trattato di una rete pesantissima, non solo per il significato personale di segnare ai suoi ex tifosi, che peraltro non gli hanno risparmiato qualche fischio, ma soprattutto per il valore intrinseco del punto conquistato. "È un gol molto importante, abbiamo conquistato un buon punto", ha esordito il numero ventuno ai microfoni di DAZN, sottolineando come si trattasse di uno scontro diretto giocato con grande attenzione da entrambe le squadre, dove forse si poteva fare anche qualcosa in più, ma la prestazione e la continuità devono essere la strada da percorrere.

Lo spogliatoio e i legami che fanno la differenza

Al di là delle dinamiche tattiche e del risultato, ciò che traspare dalle dichiarazioni del dopo partita è l'atmosfera che si respira all'interno del gruppo squadra del Parma, un elemento che spesso, in corsa per la salvezza, può rivelarsi determinante quanto un calcio di rigore. Oristanio, infatti, si è soffermato a lungo sui rapporti umani che legano i giocatori, in particolare con Sebastiano Esposito, suo compagno di avventure giovanili e avversario di turno: "Lo conosco bene, ci conosciamo da anni e ci vogliamo bene, ho un bellissimo rapporto con lui", ha spiegato l'attaccante, svelando un'amicizia che va oltre la divisa e che sul campo si trasforma in sana rivalità. Ma il pensiero è andato subito a tutto il collettivo, menzionando Mateo Pellegrino, compagno di reparto con cui condivide l'onere e l'onore di guidare l'attacco crociato. "Ho un bellissimo rapporto con tutta la squadra", ha aggiunto Oristanio, "li ringrazio ogni giorno perché sono arrivato quest'anno ma mi sento come se fossi qui da tantissimo tempo". Parole che delineano l'identikit di uno spogliatoio coeso, dove i nuovi innesti vengono assorbiti rapidamente e dove la parola d'ordine è lottare gli uni per gli altri, un valore aggiunto non da poco in una lotta per non retrocedere che si preannuncia lunga e combattuta fino alle ultime battute.

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