Parma-Cagliari, le scelte di Cuesta e Pisacane: fuori Ondrejka e Circati, tra i sardi gioca Kiliçsoy

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Allo stadio Ennio Tardini è andata in scena la ventisettesima giornata del campionato di Serie A, un anticipo serale che metteva di fronte due formazioni divise in classifica da soli tre punti, con i padroni di casa del Parma a quota trentadue e gli ospiti del Cagliari fermi a ventinove, una sfida che per entrambi gli allenatori, il tecnico dei ducali Carlos Cuesta e Fabio Pisacane subentrato sulla panchina dei sardi, rappresentava un crocevia importante nella lotta per allontanarsi definitivamente dalla zona calda della graduatoria. Le formazioni ufficiali, diramate pochi minuti prima del fischio d'inizio dell'arbitro Massimi, hanno riservato alcune sorprese nelle scelte iniziali, specialmente per quanto riguarda il reparto offensivo e la retroguardia delle due compagini.

Le scelte di Cuesta per l'attacco e la difesa del Parma

Nel sistema di gioco disegnato da Cuesta, sostanzialmente un 3-5-2, si è registrata la conferma di Gabriel Strefezza dal primo minuto, schierato come riferimento avanzato al fianco di Mateo Pellegrino; una decisione, questa, che ha relegato inizialmente in panchina Jacob Ondrejka, nonostante le buone cose mostrate nelle precedenti uscite. A centrocampo, la novità più rilevante è stata la presenza di Christian Ordóñez, inserito dal tecnico spagnolo per dare quantità e inserimento nella zona nevralgica del campo, laddove in difesa, complice probabilmente una riflessione tattica o qualche acciacco dell'ultimo momento, si è optato per Sascha Britschgi, con Alessandro Circati che ha così iniziato la partita dalla panchina, guardando i compagni dal lato del campo. La linea arretrata, composta da Britschgi stesso assieme a Delprato, Troilo e Valenti, ha dovuto fin da subito fare i conti con la velocità degli attaccanti rossoblù, in particolare con il giovane turco Kiliçsoy, come si è visto dopo appena otto minuti quando un errore in fase di impostazione di Mandela Keita ha per poco non spalancato le porte per il Cagliari, con Corvi che si è superato negando la gioia del gol agli avversari.

L'undici di Pisacane e l'approccio alla partita

Dall'altra parte, mister Pisacane ha confermato l'impressione di voler sfruttare la velocità e la tecnica dei suoi uomini migliori, gettando nella mischia dal primo minuto Semih Kiliçsoy come terminale offensivo principale, supportato da Sebastiano Esposito, con Zé Pedro che ha invece composto il terzetto difensivo davanti a Caprile, andando a sostituire di fatto l'infortunato Mina o qualunque altro ballottaggio della settimana. A centrocampo, la novità è stata rappresentata da Joseph Liteta, inserito per dare dinamismo e copertura, con Adopo e Sulemana a completare il reparto e Palestra e Obert sugli esterni a garantire spinta. La prima frazione di gioco, vissuta inizialmente con un certo studio reciproco da parte delle due squadre, ha visto il Parma cercare di prendere in mano le redini del gioco, sfruttando anche i calci piazzati, come al decimo quando Valeri ha pennellato un corner per la testa di Pellegrino, la cui deviazione non ha però inquadrato lo specchio della porta. Il Cagliari, dal canto suo, ha risposto con ripartenze veloci, una delle quali, al diciassettesimo, ha visto Kiliçsoy involarsi nuovamente verso la porta dopo aver saltato Troilo, trovando ancora sulla sua strada un Corvi monumentale, capace di respingere centralmente e permettere poi alla difesa di allontanare.

L'equilibrio del primo tempo e le occasioni

L'equilibrio sostanziale del match è stato rotto solo da episodi, come l'occasionissima capitata sui piedi di Ordóñez al ventesimo, quando il centrocampista, raccolta una respinta della difesa sarda, ha tentato un'acrobazia in piena area che non ha sortito l'effetto desiderato, terminando fuori misura. Nel complesso, il ritmo non è mai calato, con le due formazioni che hanno alternato fasi di pressione alta a momenti di maggiore gestione, consapevoli dell'importanza del risultato in ottica classifica: da una parte i crociati, reduci da tre successi consecutivi – l'ultimo dei quali, incredibile, a San Siro contro il Milan – cercavano il quarto sigillo per proiettarsi ulteriormente verso posizioni di tranquillità; dall'altra gli isolani, reduci da un pareggio con la Lazio ma anche da due sconfitte pesanti con Lecce e Roma, tentavano di dare continuità al pur piccolo filotto positivo per non farsi risucchiare nella lotta per non retrocedere. Nel finale di primo tempo, la spinta dei ducali si è fatta più insistente, con Strefezza e Bernabé che hanno provato la conclusione dalla distanza, trovando sempre sulla loro strada un attento Caprile, mentre dall'altra parte Esposito, servito da Palestra, ha tentato il tiro a giro dal limite, senza tuttavia inquadrare lo specchio. Si è arrivati così all'intervallo sul punteggio di zero a zero, con la sensazione che nella ripresa entrambi gli schieramenti avrebbero dovuto osare qualcosa in più per scardinare gli equilibri, magari attingendo alle risorse delle rispettive panchine, dove aspettavano il loro momento giocatori del calibro di Nicolussi Caviglia per i padroni di casa o Zappa per gli ospiti, pronti a entrare per dare il loro contributo in una sfida che, numeri alla mano, mancava di vittoria casalinga del Parma contro il Cagliari in Serie A dal lontano 2018.

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