Il Milan batte l’Inter nel derby e accorcia, ma la strada per lo scudetto resta in salita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La ventottesima giornata del campionato di Serie A ha regalato un’altra emozionante stracittadina milanese, con il Milan che ha avuto la meglio sull’Inter per 1-0, confermando il proprio recente predominio nei confronti diretti. La rete di Pervis Estupiñán, arrivata al minuto trentacinque del primo tempo, è stata sufficiente per decidere le sorti di una partita tesa e combattuta, giocatasi sul terreno del Giuseppe Meazza. Con questo successo, il terzo consecutivo nei derby per la squadra rossonera, la formazione guidata da Massimiliano Allegri è riuscita nell’intento di rosicchiare tre punti preziosi alla capolista, portando il proprio bottino a quota sessanta e riducendo il distacco dalla vetta a sette lunghezze. L’Inter di Cristian Chivu, d’altro canto, ha fallito l’appuntamento con la vittoria che avrebbe potuto chiudere virtualmente il discorso scudetto, complici anche le pesanti assenze in attacco di Lautaro Martínez e Marcus Thuram, lasciate a guardare per infortunio e febbre.

La chiave tattica: la spinta di Estupiñán e le difficoltà nerazzurre

L’episodio che ha deciso la gara è nato da una chiara indicazione del tecnico livornese, il quale aveva suggerito a Estupiñán di attaccare sistematicamente la profondità alle spalle del brasiliano Luis Henrique. Ed è stato proprio da quel lato che è arrivato il vantaggio: l’esterno rossonero ha bruciato il diretto marcatore con un inserimento fulmineo, raccogliendo un suggerimento e battendo Yann Sommer. La mossa ha evidenziato i limiti difensivi del giocatore dell’Inter, già messo in difficoltà in passato in altre gare importanti come quelle contro Juventus e Arsenal. Le sue difficoltà sono state tali da costringere Chivu a sostituirlo già al minuto cinquantanove con Denzel Dumfries, cercando una maggiore spinta ma anche una copertura diversa su quel versante. Dall’altra parte, la retroguardia milanista ha offerto una prova di grande solidità: la coppia centrale formata da Koni De Winter e Strahinja Pavlović ha letteralmente annullato gli attaccanti nerazzurri Esposito e Bonny, complice anche una manovra offensiva dell’Inter che, come sottolineato da più parti, è apparsa lenta e prevedibile, incapace di creare varchi in una difesa ben organizzata.

Modric guida il centrocampo, Leao resta ai margini del gioco

In mezzo al campo, la direzione orchestrale di Luka Modrić ha fatto la differenza. Il quarantenne croato, nonostante l’età anagrafica, ha dettato i ritmi della manovra rossonera con l’esperienza e la qualità che gli sono proprie, supportato da Youssouf Fofana e Adrien Rabiot in una mediana di sostanza e tecnica. Il suo apporto, al netto dei discorsi sul rinnovo contrattuale che lo legano al club, resta fondamentale per gli equilibri della squadra. Meno brillante, invece, la prestazione di Rafael Leão: il portoghese è apparso impreciso nelle giocate e poco incisivo negli ultimi sedici metri, trattenendo troppo il pallone e vanificando potenziali ripartenze, tanto da meritarsi un’insufficienza nei giudizi post-partita. Nonostante ciò, il Milan ha dimostrato di poter sopperire alla sua serata no grazie a un collettivo solido e concentrato, capace di interpretare al meglio le indicazioni dello staff tecnico.

La classifica e il cammino verso il traguardo

La vittoria nel derby ha inevitabilmente riaperto qualche spiraglio nella lotta per il Titolo, anche se la situazione in classifica rimane chiaramente favorevole ai nerazzurri. I sette punti di vantaggio, con ancora dieci gare da disputare e trenta punti a disposizione, rappresentano un tesoretto importante per l’Inter, che però non può più permettersi passi falsi. L’analisi dei rispettivi calendari mostra impegni di difficoltà sostanzialmente equilibrata per entrambe le squadre: la formazione di Chivu dovrà vedersela con avversarie di rango come Atalanta, Roma e Bologna, mentre il Milan affronterà in trasferta Napoli e Atalanta, oltre a ospitare la Juventus. La posizione media in classifica delle squadre ancora da incontrare è lievemente più bassa per i nerazzurri, ma ogni pronostico resta legato agli infortuni e alla continuità di rendimento. Per i rossoneri, l’aver agganciato il secondo posto solitario a quota sessanta punti, al di sopra di formazioni come Juventus, Como e Roma, rappresenta comunque un traguardo importante in una stagione che le ha viste lottare su più fronti.

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