Derby della Madonnina, il Milan batte l’Inter 1-0 e accorcia in classifica: decide Estupiñán

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La serata di San Siro, gremita in ogni ordine di posto per il 246esimo derby di Milano, si tinge di rossonero al termine di una partita intensa e giocata a ritmi altissimi, con il Milan che supera l’Inter per 1-0 e riapre di fatto le sorti di un campionato che sembrava già segnato. La vittoria, la quinta nelle ultime sette stracittadine per la squadra di Massimiliano Allegri, permette ai rossoneri di portarsi a -7 dalla vetta, rendendo meno impervio quel percorso di rincorsa che fino a poche ore prima appariva come una scalata proibitiva. Dall’altra parte, la formazione guidata da Cristian Chivu, alla prima vera batosta da quando siede sulla panchina nerazzurra, vede fermarsi una striscia positiva durata quindici turni, subendo al contempo il primo stop nelle partite ufficiali del 2026 e sprecando, va detto, l’occasione per piazzare il colpo del +13 che avrebbe di fatto chiuso ogni discorso relativo allo scudetto.

A decidere la sfida, al minuto numero trentacinque, è stata una zampata del terzino sinistro Pervis Estupiñán, al suo primo sigillo in maglia rossonera e certamente il più pesante in termini emotivi e stagionali. Il gol nasce da una ripartenza fulminea orchestrata da Youssouf Fofana, il quale, con un passaggio millimetrico a tagliare il reparto arretrato interista, pesca l’ecuadoriano in piena corsa; Estupiñán, tenendo dietro il diretto marcatore Luis Henrique, fulmina Yann Sommer con un sinistro violento che si infila sotto l’incrocio dei pali, lasciando di sasso l’estremo difensore svizzero e l’intera difesa. Prima di quel momento, e anche nella ripresa, la squadra di Chivu ha provato a reagire, mostrando un predominio territoriale testimoniato dal 62% di possesso palla finale, ma senza mai impensierire più di tanto Mike Maignan, se si eccettua un tentativo debole di Henrikh Mkhitaryan a tu per tu con il portiere francese e una conclusione di testa di Ange-Yoan Bonny finita alta sulla traversa.

L’infermeria condiziona le scelte di Chivu, fuori Thuram e Martinez

La vigilia della partita era stata caratterizzata da un alone di apprensione in casa Inter, dovuto alle condizioni precarie del reparto offensivo, e i timori della vigilia si sono puntualmente trasformati in certezza poco prima del fischio d’inizio. Marcus Thuram, il centravanti francese figlio d’arte, non ha mai recuperato dallo stato febbrile che lo aveva colpito nella giornata di sabato, e lo staff medico, dopo averlo valutato fino all’ultimo, ha optato per lasciarlo addirittura fuori dalla lista dei convocati. Una decisione drastica, questa, che testimonia quanto il virus abbia minato le forze del giocatore, impedendogli di rendersi utile neppure a partita in corso. A questo scenario già complesso, si aggiungeva l’assenza eccellente del capitano Lautaro Martinez, fermo ai box per un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra che lo tormenta ormai da settimane e che lo ha costretto a guardare i compagni dalla tribuna. Chivu si è dunque presentato all’appuntamento con una coppia d’attacco inedita e giovanissima, composta da Bonny e da Pio Esposito, ai quali è mancata quella lucidità sottoporta che solo giocatori di maggiore esperienza riescono a garantire in partite dal peso specifico così elevato.

Modric e la solidità difensiva, la chiave del successo di Allegri

Sull’altro fronte, Massimiliano Allegri ha potuto contare su un undici di partenza che ha rispettato in larga parte le previsioni della vigilia, con un centrocampo folto e di qualità e un attacco affidato alla diade composta da Christian Pulisic e Rafael Leão. Il vero fulcro della manovra, tuttavia, è stato Luka Modric, il quale, nonostante l’età anagraica, ha letteralmente dominato la scena per oltre un’ora di gioco, dettando i tempi e spezzando il gioco avversario con una naturalezza che ha pochi eguali nel panorama calcistico attuale. A fine partita, lo stesso croato ha parlato di "spirito di Sergio Ramos" per descrivere l’atteggiamento del gruppo, un parallelo che rende l’idea della determinazione messa in campo dai difensori rossoneri. La retroguardia, guidata da De Winter e Pavlovic, ha retto l’urto nei minuti finali, quando l’Inter, gettando il cuore oltre l’ostacolo, ha cercato in tutti i modi il pareggio, sfiorandolo in pieno recupero con una girata di Esposito terminata a lato di un soffio. Una prestazione di sacrificio e ordine, che ha permesso a un Milan reduce da alcune prestazioni altalenanti di ritrovare quella compattezza che sembrava smarrita, dimostrando come la squadra abbia recepito appieno i dettami tattici del suo allenatore.

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