Beko conferma chiusure e licenziamenti
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Redazione Interno
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Si è svolto ieri a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'incontro tra Governo, parti sociali, istituzioni locali e rappresentanti di Beko Europe. La multinazionale turca degli elettrodomestici ha confermato la chiusura di due stabilimenti, due fabbriche e una linea produttiva nel sito di Cassinetta di Biandronno, con conseguente licenziamento del 44% dei lavoratori italiani, pari a 1.935 esuberi. Nonostante le pressioni del ministro delle imprese Urso, Beko non ha fatto un passo indietro, ribadendo la decisione di procedere con il piano di ristrutturazione.
Durante l'incontro, le parti hanno discusso le modalità di gestione degli esuberi, senza però trovare soluzioni alternative alla chiusura degli stabilimenti. La crisi del mondo del lavoro, già acuita dalla pandemia, vede ora un ulteriore colpo con la decisione di Beko, che ha suscitato preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie. Il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo, ha espresso il suo disappunto per la situazione, sottolineando l'importanza di trovare soluzioni che possano mitigare l'impatto sociale ed economico della chiusura.
Nel frattempo, i lavoratori dello stabilimento di Siena hanno deciso di organizzare un presidio fuori dai cancelli almeno fino ai giorni di Natale, per manifestare il loro dissenso e chiedere maggiore attenzione da parte delle istituzioni. La vicenda Trasnova, invece, sembra essere risolta almeno per un anno, offrendo un temporaneo sollievo ai dipendenti coinvolti.
La situazione rimane tesa e incerta, con i sindacati di categoria locali e le rsu dell'impianto che continuano a monitorare gli sviluppi e a cercare soluzioni per tutelare i diritti dei lavoratori.




