Piazze piene di persone ma vuote di politica
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Redazione Interno
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Le piazze italiane tornano a riempirsi, ma non sempre è chiaro quale sia il messaggio politico che si intende veicolare. A Firenze e Bologna, i sindaci Sara Funaro e Matteo Lepore hanno lanciato un appello per una nuova “piazza per l’Europa”, fissata per il 6 aprile, dopo aver spostato la data iniziale del 5 aprile per evitare la sovrapposizione con la manifestazione del Movimento cinque stelle a Roma. «Oggi, più che mai, sentiamo l’urgenza di promuovere e difendere i valori che ci hanno uniti in questi decenni: democrazia, pace, giustizia sociale e rispetto per l’ambiente», hanno scritto i due primi cittadini, sottolineando l’importanza di un’Europa unita e solidale.
Tuttavia, non mancano le polemiche. A Roma, la manifestazione “europeista” del 15 marzo, organizzata con il sostegno del sindaco Roberto Gualtieri, ha sollevato dubbi sulle modalità di gestione dei fondi pubblici. L’audizione di Albino Ruberti, capo della segreteria del Campidoglio, in commissione trasparenza, non ha chiarito del tutto le perplessità relative alle spese sostenute per l’evento, che ammontano a circa 350mila euro tra palco, cibo e ospitalità. «Io non ho idea di come si organizzi una manifestazione. Non è il mio mestiere», aveva ammesso Michele Serra, giornalista e ideatore dell’iniziativa, in un editoriale su Repubblica.
La piazza, nata con l’intento di essere un momento di unità e riflessione, è stata invece interpretata da molti come un attacco al centrodestra, al governo di Giorgia Meloni e persino all’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Gualtieri, che ha rivendicato il finanziamento dell’evento con circa 270mila euro, ha respinto queste accuse, affermando che «non c’è stato un solo attacco rivolto a qualcuno» e che l’Europa non è un tema «divisivo».
Nonostante le intenzioni dichiarate, la manifestazione ha finito per alimentare polemiche e divisioni, lasciando intravedere una politica che fatica a trovare un linguaggio condiviso. Le piazze, pur affollate, sembrano spesso vuote di un messaggio chiaro e condiviso, mentre i dubbi sulle modalità di organizzazione e finanziamento degli eventi continuano a sollevare interrogativi.




