Artemis II, il modulo di servizio europeo di Airbus pronto a portare lo storico equipaggio intorno alla Luna
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Redazione Scienza e Tecnologia
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È partito al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, il conto alla rovescia per il lancio della missione Artemis II diretta all’orbita lunare, previsto alle 18,14 ora locale del primo aprile (le 00,24 del 2 aprile ora italiana). Il via è stato dato dal Centro di controllo lanci “Rocco Petrone”, dedicato all’ingegnere di origine italiana che fu direttore del programma Apollo. Mentre il mondo si prepara a questo ritorno dell’uomo verso la Luna dopo oltre cinquant’anni – l’ultima volta fu con l’Apollo 17 nel 1972 – il modulo di servizio europeo di Orion (ESM-2) è stato completamente integrato, rifornito e dichiarato pronto per il volo. Realizzato da Airbus per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), questo elemento costituisce di fatto il motore della navicella Orion della NASA. Fornirà la propulsione necessaria per la fuga dall’orbita terrestre, l’energia elettrica grazie ai suoi pannelli solari a quattro ali, il controllo termico per proteggere l’equipaggio dalle escursioni termiche dello spazio profondo, oltre all’aria e all’acqua indispensabili alla sopravvivenza dei quattro astronauti.
Il “cuore e i polmoni” della navicella, un contributo essenziale firmato Europa
A bordo ci saranno Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (pilota), Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen (specialisti di missione): saranno loro i primi esseri umani di questo millennio a mettere piede sul nostro satellite. Se il razzo Space Launch System (SLS) rappresenta la forza bruta necessaria al decollo, è il modulo di servizio europeo – che gli ingegneri definiscono il “cuore e i polmoni” di Orion – a rendere concretamente possibile la sopravvivenza e la manovrabilità durante il viaggio. A differenza della missione di test Artemis I, che nel 2022 volò senza equipaggio, questa volta il sistema di supporto vitale entrerà in funzione attiva. L’ESM-2 trasporta 90 chilogrammi di ossigeno e 240 di acqua potabile, che verranno immessi nel modulo equipaggio per garantire condizioni di abitabilità. A gestire questa complessa infrastruttura ci sono i tecnici di Airbus e dell’ESA, pronti a monitorare ogni parametro dal centro di controllo europeo a Colonia, in Germania, e dalla sala di valutazione missione a Houston, dove oltre duecento specialisti analizzeranno in tempo reale pressioni, temperature, livelli di carburante e tensioni elettriche.
Trentatré motori e una rete transatlantica di ingegneri per un viaggio da record
L’architettura del modulo – un cilindro alto e largo circa quattro metri – nasconde una complessità ingegneristica notevole. È dotato di ben trentatré motori: il principale, un motore del sistema di manovra orbitale dello Space Shuttle riadattato dalla NASA, genera una spinta di 26,5 kilonewtons, necessaria per l’iniezione translunare. A questo si aggiungono otto propulsori ausiliari per le correzioni di rotta e ventiquattro piccoli motori per il controllo d’assetto, quelli che permetteranno al comandante Wiseman e al pilota Glover di prendere i comandi manualmente durante una dimostrazione di prossimità in orbita terrestre. “Questo viaggio non sarebbe possibile senza di noi”, ha dichiarato Jan Henrik Hortsmann, Programme Manager dell’ESA per l’ESM, sottolineando l’orgoglio dell’Europa per la fiducia riposta dalla NASA. In caso di anomalie – ha spiegato Michael Flach, architetto della propulsione presso Airbus – il team europeo conosce il veicolo “fino all’ultimo sensore”, potendo così valutare con cognizione di causa se la missione possa proseguire in sicurezza.
Dalla Florida alla Luna, l’attesa per un’alba tecnologica e storica
La finestra di lancio si aprirà ufficialmente alle 18:14 ora locale di Cape Canaveral, con il via libera definitivo che dipenderà dalle condizioni meteo e dagli ultimi controlli di rifornimento dei serbatoi criogenici. L’equipaggio raggiungerà la rampa di lancio 39B dopo una serie di verifiche finali, pronte a bordo di una navicella che ha già dimostrato la sua integrità strutturale durante il volo senza pilota del 2022. Una volta in orbita, l’accensione dei motori europei spingerà i quattro astronauti in una traiettoria che li porterà a sorvolare il lato oscuro della Luna, a una distanza compresa tra i 6.400 e i 9.000 chilometri dalla superficie: più vicini di quanto qualsiasi essere umano sia mai stato dal lontano 1970, quando l’equipaggio dell’Apollo 13 stabilì il record di distanza dalla Terra. Tra le innovazioni tecnologiche di questa missione spicca anche la comunicazione laser (O2O), che grazie alla stabilità energetica garantita dall’ESM permetterà di trasmettere video in 4K dalla Luna, un salto di qualità rispetto alle immagini granulose della corsa allo spazio del secolo scorso.




