Il terzo capitolo di Final Fantasy 7 Remake è giocabile, Square Enix accelera lo sviluppo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Lo sviluppo della conclusione della trilogia di Final Fantasy 7 Remake ha compiuto un deciso passo in avanti, con il game director Naoki Hamaguchi che ha annunciato come il progetto abbia ormai raggiunto uno stato pienamente giocabile. La notizia, che giunge a meno di due anni dall’uscita del precedente capitolo, "Rebirth", segna un ritmo di produzione insolitamente rapido per un'operazione di tale portata, considerando le complessità tecniche e narrative che un'impresa del genere comporta. Hamaguchi, in una recente intervista, ha chiarito anche ogni dubbio riguardo alla piattaforma tecnologica scelta per questo atto finale, confermando l’utilizzo dello stesso motore grafico che ha alimentato i due episodi precedenti, una scelta che garantisce coerenza visiva e – aspetto non secondario – ottimizza i tempi di realizzazione permettendo al team di costruire sul lavoro già svolto.
Il successo su Switch 2 e le prospettive di Rebirth
La spinta propulsiva sull'intera operazione "Remake" sembra alimentata anche dal positivo riscontro di mercato sulle nuove piattaforme. L'edizione "Intergrade", infatti, ha recentemente debuttato in vetta alle classifiche di vendita giapponesi proprio sulla neonata Nintendo Switch 2, superando titoli consolidati e dimostrando un appetito ancora vivissimo da parte del pubblico per il classico rivisitato. Quel che più conta, però, è che questo successo commerciale si traduce in una strategia precisa della software house, la quale non intende limitare la diffusione della saga. Hamaguchi ha infatti rivelato, senza mezzi termini, che i porting sia di "Rebirth" che del terzo capitolo per Switch 2 sono già in fase di lavorazione avanzata, procedendo di pari passo con le versioni per le altre console.
Una pipeline di sviluppo consolidata
La scelta di procedere in parallelo su più fronti – sviluppo del nuovo Titolo e adattamento dei precedenti per altre piattaforme – delinea un modus operandi industriale particolarmente efficiente, che Square Enix ha evidentemente affinato nel corso di questo progetto colossale. Tale approccio, che evita di concentrare le risorse in fasi successive e distinte, rappresenta una delle chiavi interpretative dell'accelerazione impressa ai lavori, permettendo di sfruttare sinergie tecniche e know-how accumulato. Ne consegue una roadmap di pubblicazione potenzialmente molto serrata, con "Rebirth" che, secondo voci di settore ritenute attendibili, potrebbe approdare su Switch 2 e su Xbox Series X|S già nel corso della prossima stagione estiva.
Verso la conclusione di un'epopea
L’insieme di questi elementi – lo stato giocabile del terzo capitolo, la chiarezza sulla tecnologia impiegata e l'impegno concreto a rendere l'intera trilogia disponibile sul maggior numero di dispositivi – dipinge il quadro di una fase produttiva matura e orientata alla conclusione. Il team, avendo ormai definito e consolidato gli strumenti di lavoro nonché la struttura portante dell'intera narrazione, può ora concentrarsi sul rifinire gli elementi di gioco e sull'epilogo di una delle operazioni di game design più ambiziose dell'ultimo decennio. La conferma che i lavori di conversione siano già iniziati, del resto, toglie ogni velo di ipotesi sul supporto a lungo termine per la console di Nintendo, assicurando che l'intera esperienza sarà accessibile anche su quella piattaforma.




