Final Fantasy 7 Remake 3, Square Enix rompe il silenzio: «Sviluppo procede senza intoppi»

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Naoki Hamaguchi, il director che guida la nave di uno dei progetti più complessi e attesi del panorama dei JRPG contemporanei, ha finalmente offerto un aggiornamento concreto su Final Fantasy 7 Remake Part 3. In un’intervista rilasciata a Comicbook, il regista ha rotto un silenzio che durava ormai da mesi – un silenzio che, inevitabilmente, aveva alimentato ogni tipo di speculazione tra i milioni di giocatori che attendono il capitolo conclusivo di questa trilogia. Hamaguchi, senza mai sbilanciarsi su date precise o finestre di lancio specifiche, ha però voluto fornire una rassicurazione sostanziale: lo sviluppo procede “nei tempi e nei modi previsti”, una formula prudente ma carica di implicazioni non banali, soprattutto se letta alla luce delle dichiarazioni rilasciate all’inizio dell’anno.

«Già interamente giocabile»: cosa sappiamo dello stato dei lavori

Non è la prima volta che Square Enix accenna a uno stato di avanzamento sorprendentemente maturo per questo terzo episodio. Già nei primi mesi dell’anno, fonti vicine alla software house avevano lasciato intendere che il gioco fosse diventato “interamente giocabile” dall’inizio alla fine, seppur in una versione ancora grezza e priva della lucidatura finale. Hamaguchi, nella stessa intervista, ha confermato questa impressione aggiungendo un dettaglio non secondario: i preparativi per l’annuncio ufficiale sono “in costante corso”. Una frase, quest’ultima, che suggerisce come il team non stia più lavorando alle fondamenta del progetto – quelle sono già solide – ma piuttosto alla fase di ottimizzazione, debug e implementazione degli asset finali. Il director, del resto, ha chiesto pazienza ai fan, un invito che suona quasi come un paradosso in un’epoca in cui l’industria videoludica è abituata a cicli promozionali sempre più compressi.

La finestra del 2027: un’ipotesi che prende tra anniversari e logiche industriali

Sebbene Hamaguchi non abbia fornito una data di uscita, diversi indizi convergono verso una finestra temporale precisa. Il 2027 rappresenterebbe il trentesimo anniversario dell’originale Final Fantasy VII, un’occasione simbolica troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Lanciare il capitolo conclusivo in quell’anno non sarebbe solo un omaggio alla memoria storica del brand, ma anche una mossa commerciale di straordinaria efficacia: nessuna etichetta pubblicitaria potrebbe competere con una simile ricorrenza. Tuttavia, Hamaguchi si è guardato bene dal confermare o smentire questa possibilità, limitandosi a ribadire che la tabella di marcia viene rispettata. Del resto, dopo aver ridefinito il concetto stesso di remake con Final Fantasy VII Remake (2019) e aver ampliato in modo vertiginoso ambizioni e scala con Rebirth (2023), il team si trova a dover gestire un’eredità pesantissima: chiudere un’opera che ha diviso e unito generazioni di giocatori.

Le attese dei fan e una trilogia che ha cambiato le regole del remake

L’approccio di Square Enix con questa trilogia è stato fin dall’inizio anomalo rispetto al mercato. Non un semplice restauro grafico, né una riedizione nostalgica, ma una vera e propria riscrittura narrativa e strutturale dell’opera originale. Final Fantasy 7 Remake Part 3 si troverà quindi a dover sciogliere nodi narrativi che i due capitoli precedenti hanno volutamente lasciato aperti, comprese le deviazioni dalla trama classica che hanno tanto infiammato il dibattito tra puristi e innovatori. Hamaguchi, nella sua intervista, non è entrato nel merito dei contenuti – e del resto non poteva farlo – ma la sua fiducia nella tempistica trasmette un messaggio chiaro: i problemi tecnici e produttivi che affliggono tanti kolossal moderni (si pensi ai rinvii a catena di altri concorrenti) non sembrano aver intaccato questo cantiere. La domanda, a questo punto, non è più “se” il gioco arriverà, ma “come” verrà accolto un finale che dovrà essere all’altezza di quasi tre decenni di aspettative.

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