Tajani: italiani feriti da coloni non sono gravi, verso Ramallah

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fornito un aggiornamento sulla condizione dei tre attivisti italiani coinvolti in un'aggressione in Cisgiordania, affermando che, sebbene feriti, le loro condizioni non sono gravi. "Ho parlato con il console d'Italia a Gerusalemme", ha dichiarato Tajani, illustrando come il diplomatico lo abbia aggiornato su una situazione che ha visto cittadini italiani al centro di un episodio di violenza. Il ministro, il quale ha ricevuto assicurazioni sulla loro incolumità, ha aggiunto che il gruppo "sta rientrando a Ramallah" e che pertanto diverrà raggiungibile nel corso del pomeriggio, quando lo stesso Tajani cercherà di parlare direttamente con loro.

L'aggressione notturna vicino a Gerico

L'episodio, che ha come teatro la Cisgiordania, si è consumato nella comunità di Ein al-Duyuk, non lontano da Gerico, dove quattro attivisti internazionali – tre italiani e un canadese – sono stati presi di mira da coloni israeliani. Secondo quanto ricostruito, la scorsa notte un gruppo di circa dieci coloni mascherati ha fatto irruzione all'alba nell'abitazione in cui gli attivisti alloggiavano; questi ultimi sono stati malmenati, mentre i loro aggressori si sono impadroniti di numerosi effetti personali, tra i quali, si apprende, passaporti e telefoni cellulari. Un fatto di cronaca, questo, che si inserisce in un contesto territoriale già di per sé teso e che vede periodicamente episodi di violenza.

Le dichiarazioni e il contesto diplomatico

Le parole di Tajani, le quali hanno immediatamente seguito la notizia dell'accaduto, hanno confermato l'aggressione e il successivo trasferimento degli italiani "in un luogo più sicuro". L'episodio, per quanto grave, non sembra aver avuto, fortunatamente, esiti drammatici sul piano fisico per i nostri connazionali, dei quali si attende ora il rientro a Ramallah. Intanto, sullo sfondo di questa vicenda specifica, persistono le complesse dinamiche diplomatiche regionali, con il Qatar – che svolge un ruolo di mediatore nel conflitto a Gaza – il quale ha recentemente affermato che Israele "non dovrebbe ostacolare" il passaggio alla fase successiva dell'accordo di pace a causa della questione, peraltro giudicata "la più importante" in questo momento, dei corpi di due ostaggi ancora trattenuti nell'enclave palestinese.

Sviluppi paralleli e inchieste

Mentre si seguono gli sviluppi delle condizioni dei volontari italiani, l'attenzione dei media si è anche spostata su un altro fronte, quello giudiziario interno a Israele, dove si segnala che Netanyahu ha presentato una richiesta di grazia al presidente Herzog. Una mossa, questa, che si colloca in un percorso giudiziario distinto e autonomo rispetto agli eventi di cronaca che hanno coinvolto i cittadini stranieri, ma che contribuisce a dipingere un quadro articolato della scena politica e giuridica israeliana, sulla quale le inchieste continuano il loro corso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.