Chat Delmastro-Caroccia, la Procura di Roma solleva il conflitto di attribuzione alla Consulta
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Redazione Interno
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La Procura di Roma non intende rinunciare a quei messaggi. All'inizio della prossima settimana i magistrati di piazzale Clodio solleveranno formalmente davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. L'obiettivo è chiaro: ottenere l'annullamento della decisione con cui la Camera dei deputati, lo scorso 5 agosto, ha votato contro l'acquisizione delle comunicazioni presenti sul telefono cellulare di Mauro Caroccia.
Al centro della contesa ci sono le chat intercorse tra il ristoratore e l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove, che del locale romano ha detenuto quote azionarie. A coordinare l'iniziativa è il procuratore capo Francesco Lo Voi, affiancato dal sostituto della Direzione distrettuale antimafia Lorenzo Del Giudice.
Il ristorante e la società biellese
Per capire l'origine del contendere bisogna risalire alla società "Le cinque forchette", costituita a Biella per gestire la "Bisteccheria d'Italia" sulla via Tuscolana. Nel capitale sociale figuravano, oltre a Delmastro e ad altri esponenti di Fratelli d'Italia, anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro, all'epoca appena diciottenne. Il padre, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era già stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni a favore del clan camorristico Senese. Quando la condanna è passata in giudicato, Delmastro e gli altri soci hanno ceduto le loro quote.
L'ex sottosegretario, che non è mai stato indagato, ha sempre sostenuto di essersi disfatto della partecipazione non appena venuto a conoscenza dei precedenti giudiziari del socio, prima che la sentenza diventasse definitiva.
Il voto di Montecitorio e il nodo delle comunicazioni
Il 5 agosto l'aula di Montecitorio ha respinto la richiesta della Procura con 206 voti contrari e 133 favorevoli, approvando la relazione della Giunta per le autorizzazioni che negava la condivisione dei messaggi.
Per i magistrati, quelle conversazioni rappresentano un tassello decisivo per rispondere a una domanda: dove ha trovato le risorse un imprenditore già gravato da condanne e sequestri per rilevare una nuova attività commerciale? L'ipotesi investigativa è che dietro l'operazione possano esserci i capitali del clan Senese, e che il ristorante sia stato utilizzato come strumento per il riciclaggio. Le chat tra Caroccia e Delmastro, secondo la tesi della Dda, potrebbero chiarire la natura dei rapporti tra i due e la provenienza dei fondi.
Lo strumento del conflitto di attribuzione
Il conflitto di attribuzione è un istituto previsto dall'articolo 134 della Costituzione. Si configura quando un organo dello Stato rivendica una competenza che ritiene invasa da un altro potere, oppure contesta l'esercizio di un potere altrui. La Corte costituzionale è chiamata a dirimere la controversia stabilendo a chi spetti la titolarità della funzione.
Nel caso specifico, la Procura contesta la legittimità del diniego parlamentare, sostenendo che il voto della Camera abbia impedito l'esercizio della funzione giurisdizionale in un'inchiesta su presunti reati di riciclaggio aggravato dall'agevolazione mafiosa. La partita, ora, si sposta davanti ai giudici delle leggi.
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