Asse Torino-Milano sui cieli, Forza Italia frena: "Caselle non sia lo scalo di servizio"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il dibattito sul futuro del sistema aeroportuale del Nord-Ovest si infiamma con l'avanzare dell'estate. Mentre i riflettori si accendono sulla possibile fusione tra Sea, la holding che gestisce gli scali milanesi di Malpensa e Linate, e Sagat, la società proprietaria dell'aeroporto Sandro Pertini di Torino, il fronte politico si prepara a una battaglia che si preannuncia complessa.

Se da un lato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha mostrato interesse verso l'operazione, ponendo come condizioni la creazione di valore per i territori e il mantenimento dell'attuale assetto societario di Sea, dall'altro lato a Palazzo Civico e in Regione Piemonte crescono le cautele e le richieste di garanzie. A rompere gli indugi è Forza Italia, che attraverso le parole del presidente della II Commissione Trasporti del Consiglio regionale, Mauro Fava, ha alzato un muro contro quella che definisce una possibile "marginalizzazione" di Torino-Caselle rispetto ai colossi lombardi.

La strategia di Cirio e il pressing su Roma

Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, non è rimasto a guardare mentre il dossier dell'integrazione prendeva forma. Consapevole che la partita si gioca su tavoli che vanno oltre i confini regionali, Cirio ha iniziato a tessere una trama fitta di contatti, sondando il terreno in quella che potrebbe essere la chiave di volta della vicenda: il rapporto con Roma.

Dalle vacanze a Diano Marina, il presidente ha attivato un canale diretto con la Cassa depositi e prestiti (Cdp), un istituto che, grazie alle sue partecipazioni in F2i e 2i Aeroporti, detiene un peso specifico decisivo nell'architettura finanziaria dell'operazione. L'obiettivo dichiarato non è tanto quello di bloccare un matrimonio ormai avviato, quanto piuttosto quello di evitare che il Piemonte si ritrovi a essere un comprimario silenzioso, senza voce in capitolo, in una società che deciderà il destino del suo principale scalo.

L'idea che circola negli ambienti regionali è quella di rientrare nel capitale della nuova compagine, magari con una partecipazione minima ma accompagnata da una rappresentanza formale, utilizzando la leva governativa per ottenere quel peso politico che le cessioni del passato hanno eroso.

Le condizioni di Forza Italia: "Garanzie o niente accordo"

La posizione di Forza Italia, come esplicitata da Mauro Fava, è categorica e suona come un monito a tutte le parti in causa. L'integrazione tra Sea e Sagat non può essere decisa "sopra la testa del Piemonte", e il partito azzurro intende portare la discussione al centro dei lavori consiliari già dalla ripresa autunnale, richiedendo audizioni urgenti per tutti gli attori coinvolti.

Il timore, alimentato dall'enorme squilibrio nei volumi di traffico che vedono Milano (con circa 42 milioni di passeggeri) schiacciare Torino (ferma a 5 milioni), è che l'aeroporto di Caselle possa subire un progressivo declassamento, trasformandosi in un semplice scalo di servizio per la metropoli lombarda.

"Non siamo disponibili ad accettare un'operazione nella quale Torino entri dalla porta principale per poi scoprire di essere stata relegata all'uscita di servizio", ha tuonato Fava, ponendo sul tavolo condizioni non negoziabili: la richiesta di garanzie precise sul rafforzamento di Caselle, l'incremento delle rotte, degli investimenti, dei passeggeri e, soprattutto, la salvaguardia della sua autonomia strategica.

Un fronte politico sempre più acceso

Le critiche non si limitano al solo partito di Tajani. Anche sul fronte opposto, il Partito Democratico ha espresso riserve, sebbene con toni diversi. A Milano, la capogruppo dem Beatrice Uguccioni ha manifestato "sconcerto" per essere stata informata dell'ipotesi di fusione attraverso la stampa, nel pieno della pausa estiva, rivendicando il diritto del Consiglio comunale a essere coinvolto sostanzialmente in una scelta di tale portata.

In Piemonte, Fratelli d'Italia ha fatto eco alle preoccupazioni azzurre, definendo l'operazione come potenzialmente dannosa per un aeroporto che, come ha ricordato la vicecapogruppo Alessandra Binzoni, rappresenta un'infrastruttura fondamentale per il tessuto economico e industriale locale.

Il centrodestra, nel suo complesso, sembra quindi compatto nel chiedere che qualsiasi decisione venga presa solo dopo un confronto approfondito e, come ribadito da alcuni esponenti, che il futuro di Caselle sia oggetto di dibattito nella prossima campagna elettorale, affidando a nuovi consigli comunali la parola finale su un'operazione destinata a ridisegnare gli equilibri del Nord-Ovest.

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