Sea e Sagat, ipotesi integrazione per un polo aeroportuale del Nord Ovest: Milano detta le condizioni
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Redazione Economia
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Un’operazione che potrebbe ridisegnare la geografia aeroportuale del Nord Ovest, mettendo sotto un unico cappello Malpensa, Linate e Caselle. Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, ha avviato uno studio di fattibilità per valutare l’integrazione con Sagat, la società che controlla l’aeroporto di Torino, in un progetto che mira a creare un sistema coordinato capace di fare massa critica in un settore, quello del trasporto aereo, in continua e rapida evoluzione.
L’ipotesi, sulla carta, poggia su una struttura azionaria che ne facilita la prospettiva, con il fondo F2i che siede su entrambi i lati del tavolo: attraverso 2i Aeroporti detiene il 45% di Sea ed è socio unico di Sagat, dopo che il Comune di Torino ha progressivamente e definitivamente abbandonato la compagine societaria dell’aeroporto piemontese nel 2018.
Lo studio di fattibilità e il peso di Milano
La società che gestisce Linate e Malpensa avrebbe già comunicato al fondo F2i l’avvio di un’analisi approfondita per verificare la praticabilità dell’operazione, che dovrebbe arrivare al vaglio dei soci già nel corso del mese di settembre. L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare un sistema aeroportuale del Nord Ovest in grado di rafforzare i tre scali attraverso il coordinamento di strategie, investimenti e piani di sviluppo, con ricadute positive sui territori coinvolti.
L’operazione, secondo le fonti raccolte da diverse testate, non modificherebbe l’attuale assetto azionario di Sea, con il Comune di Milano che rimarrebbe l’azionista di maggioranza della nuova compagine societaria, detenendo oggi il 54,8% del capitale.
Le condizioni dei sindaci
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha confermato l’interesse di Palazzo Marino, ma ha posto delle condizioni precise: l’operazione è vista con favore a patto che sia in grado di generare valore economico e sociale per entrambi i territori e, aspetto cruciale, che non venga toccato l’attuale perimetro del controllo pubblico su Sea.
Il primo cittadino, come riportato da diverse fonti, si è detto interessato a valorizzare la partecipazione pubblica, ma non a cedere la maggioranza assoluta della società che gestisce gli aeroporti milanesi, un asset strategico per le casse del Comune, che nel 2025 ha incassato dividendi per 220 milioni di euro.
Dall’altra parte, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha confermato di essere stato informato da Sala dell’avvio della fase di studio, sottolineando che la città, pur non essendo più azionista di Sagat, segue con grande attenzione ogni ipotesi che riguardi il futuro di Caselle, infrastruttura strategica per il capoluogo piemontese e l’intera area metropolitana. Lo Russo ha chiarito che si valuteranno gli eventuali sviluppi in base alla loro capacità di rafforzare lo scalo torinese, aumentandone la competitività e generando valore per il territorio.
Un polo da 900 milioni e 47 milioni di passeggeri
L’eventuale integrazione tra Sea e Sagat darebbe vita a un polo aeroportuale di primo piano, con un fatturato aggregato che supererebbe i 900 milioni di euro e un traffico passeggeri complessivo di circa 47,3 milioni di persone. I numeri, peraltro, sono in crescita: nel 2025 Malpensa e Linate hanno movimentato 42,3 milioni di passeggeri, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre lo scalo di Caselle ha superato i 5 milioni, segnando un aumento del 6,7%.
Il progetto, secondo alcune ricostruzioni, si inserirebbe nel solco tracciato dal Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che punta a creare una rete coordinata e complementare tra scali regionali e nazionali, spingendo verso aggregazioni in grado di aumentare la competitività del sistema aeroportuale italiano.
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