Panetta punzecchia Savona sulle cripto, allarme energia e dazi: rischio per la crescita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo in un dibattito sulle politiche economiche, ha sottolineato come i semplici divieti non siano sufficienti a regolamentare il mercato delle criptovalute, in un chiaro riferimento alle posizioni più rigide espresse in passato dall’ex ministro Paolo Savona. "Serve una strategia articolata, non basta vietare", ha affermato, senza però entrare nel merito di eventuali iniziative legislative. Ma il suo intervento non si è limitato alla finanza digitale: Panetta ha lanciato un monito sugli effetti del caro energia e dei dazi commerciali, fattori che, secondo le stime, potrebbero erodere fino a un punto percentuale della crescita italiana. Un allarme che si inserisce in un contesto già segnato dalle incertezze legate all’attuazione del Pnrr, di cui il numero uno di Palazzo Koch ha ribadito l’importanza per il rilancio del Paese.

Migranti, la Cassazione solleva dubbi a Ue sul protocollo Italia-Albania la Corte di Cassazione ha deciso di deferire alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea due questioni cruciali riguardanti l’accordo tra Roma e Tirania per la gestione dei flussi migratori. Nel mirino, in particolare, c’è la compatibilità del trasferimento dei richiedenti asilo in Albania con la Direttiva 2008/115/CE, che regola i rimpatri verso Paesi terzi. I giudici italiani chiedono chiarimenti su un punto specifico: se il protocollo violi l’articolo 3 della normativa Ue, il quale stabilisce garanzie procedurali per gli stranieri in situazione di irregolarità. Una mossa che potrebbe rallentare, se non bloccare, l’attuazione dell’intesa voluta dal governo Meloni, la quale ha ribadito che "l’Italia non è esclusa dalla cooperazione europea in materia".

Putin a Zelensky: «Niente incontro a Istanbul» a poche ore dal nuovo round di negoziati tra Russia e Ucraina, previsto per il 2 giugno nella città turca, il presidente Vladimir Putin ha fatto cadere ogni ipotesi di un faccia a faccia con il suo omologo Volodymyr Zelensky. "Non lo incontrerò", ha dichiarato, in quella che appare come una mossa tattica per guadagnare tempo in attesa degli esiti dei colloqui. Mosca, del resto, mantiene una posizione di forza, mentre Kiev cerca ancora una via diplomatica per porre fine al conflitto.

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