Intesa Sanpaolo-Mps, il 60% delle sinergie arriverà entro il 2028
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Redazione Economia
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Intesa Sanpaolo punta a raggiungere già entro il 2028 il 60% delle sinergie previste con Mps, mentre si avvicina l’assemblea straordinaria chiamata ad autorizzare l’aumento di capitale necessario per l’Opas sul Monte dei Paschi di Siena. Il gruppo ha risposto alle domande presentate dagli azionisti in vista dell’appuntamento del 10 settembre, mettendo a fuoco alcuni dei numeri centrali dell’operazione. Le sinergie complessive indicate per il 2029 ammontano a 2,9 miliardi di euro, con circa 1,5 miliardi riconducibili al fronte dei costi. Sul dossier Generali, invece, Intesa Sanpaolo ha escluso ingerenze, ribadendo che la partecipazione resterà un investimento finanziario.
Le sinergie tra Intesa Sanpaolo e Mps e i numeri del piano
La combinazione con Monte dei Paschi viene indicata come strategica e il percorso delineato da Intesa Sanpaolo prevede una realizzazione progressiva dei benefici economici dell’operazione. Il dato più immediato riguarda proprio la tempistica: il 60% delle sinergie dovrebbe essere raggiunto nel 2028, un anno prima dell’orizzonte indicato per il totale di 2,9 miliardi previsto al 2029. All’interno di questa cifra, circa 1,5 miliardi deriverebbero dalle sinergie sui costi. Le risposte agli azionisti hanno inoltre richiamato l’obiettivo di 61 miliardi di capitale distribuito agli azionisti nell’arco del piano industriale triennale, elemento inserito nel quadro economico presentato in vista della decisione sull’operazione Mps.
Un altro capitolo riguarda il ricambio generazionale previsto con l’acquisizione di Monte dei Paschi. Intesa Sanpaolo ha indicato 6.800 uscite volontarie, accompagnate da altrettante assunzioni, delineando quindi un intervento che non si limita alla riduzione degli organici ma prevede un corrispondente ingresso di nuove risorse. Tra le assunzioni previste figurano circa 2.700 Global Advisor. I numeri sono stati messi nero su bianco nelle risposte alle domande degli azionisti e rappresentano uno degli elementi operativi più rilevanti collegati all’integrazione tra Intesa Sanpaolo e Mps, insieme alle sinergie economiche e agli obiettivi indicati per il piano industriale.
Assemblea Intesa Sanpaolo del 10 settembre per l’Opas su Mps
Il passaggio immediato è l’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo in programma giovedì 10 settembre al Nuovo Centro Direzionale di Torino, con la modalità del rappresentante designato. Gli azionisti saranno chiamati a pronunciarsi sull’aumento di capitale destinato a finanziare l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena. L’operazione, lanciata a giugno, ha un valore indicato di 30,6 miliardi di euro ed è al centro di una settimana considerata decisiva per il risiko bancario. Il via libera dei soci all’aumento di capitale costituisce quindi uno dei passaggi necessari per portare avanti la maxi Opas su Mps.
Alla vigilia dell’assemblea, Intesa Sanpaolo ha concentrato le risposte agli azionisti sui principali effetti attesi dell’operazione: le sinergie da 2,9 miliardi al 2029, la quota del 60% da raggiungere entro il 2028, il contributo di circa 1,5 miliardi legato ai costi e il programma di 6.800 uscite volontarie affiancate dallo stesso numero di assunzioni. Parallelamente, il gruppo ha chiarito la propria posizione su Generali, escludendo qualsiasi ingerenza e definendo la partecipazione come investimento finanziario. L’attenzione resta ora concentrata sul voto del 10 settembre, quando gli azionisti dovranno autorizzare l’aumento di capitale a servizio dell’offerta su Mps.
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