Sanzioni ai coloni israeliani: il Regno Unito annuncia nuove misure
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Redazione Esteri
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Le sanzioni ai coloni israeliani entrano nel dibattito internazionale con l’annuncio del Regno Unito di restrizioni sul commercio di beni legati agli insediamenti in Cisgiordania. La decisione arriva insieme alla posizione assunta da altri Paesi, che hanno dichiarato la disponibilità a introdurre limitazioni commerciali sugli insediamenti israeliani nei territori palestinesi.
La scelta del governo britannico e la posizione dei dodici Paesi
L’esecutivo britannico guidato dal premier laburista Andy Burnham ha annunciato l’intenzione di intervenire sugli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani presenti in Cisgiordania. La misura si colloca in una fase politica delicata per Israele, a meno di cinquanta giorni dalle elezioni legislative previste il 27 ottobre, quando sono state consegnate le liste elettorali.
La presa di posizione arriva dopo l’aumento delle violenze dei coloni contro i palestinesi e coinvolge anche altri Stati oltre al Regno Unito. Tra i Paesi citati figurano Canada e Francia, che insieme agli altri aderenti hanno indicato la possibilità di applicare restrizioni sul commercio collegato agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi della Cisgiordania.
Il dibattito politico in Italia sul divieto di importazione
In Italia Pd, M5S e Avs hanno chiesto alla Commissione Esteri della Camera la calendarizzazione urgente di una proposta di legge comune dedicata al divieto di importazione e pubblicità di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato. L’iniziativa è stata presentata con la prima firma di Angelo Bonelli.
Il testo è stato sottoscritto anche da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella. La proposta punta a introdurre un blocco per gli articoli e i servizi provenienti dagli insediamenti, estendendo il provvedimento anche alla loro promozione commerciale.
La reazione della cantina Psagot alle restrizioni commerciali
Nella zona industriale israeliana di Shaar Binyamin, in Cisgiordania occupata, la cantina Psagot continua le proprie attività tra bottiglie e casse preparate per la spedizione. Il proprietario Yaakov Berg ha respinto il blocco degli scambi deciso dai Paesi che hanno annunciato le misure, contestando l’impatto delle restrizioni sul commercio degli insediamenti.
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