Notte di fuoco tra Russia e Ucraina: raid di droni su Mosca e missili su Odessa
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Redazione Esteri
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Una nuova, intensa ondata di attacchi incrociati ha infiammato i cieli di Russia e Ucraina, con le rispettive difese aeree impegnate per tutta la notte a fronteggiare massicci raid aerei e incursioni di droni. Mosca, da un lato, ha rivendicato l'abbattimento di centinaia di velivoli senza pilota lanciati da Kiev, mentre le forze di Kyiv hanno reso noto il completamento di una serie di attacchi a lungo raggio che hanno preso di mira infrastrutture strategiche situate in profondità all'interno del territorio della Federazione Russa, in un'escalation che ha coinvolto anche la capitale russa.
Attacchi su vasta scala e bilancio delle vittime
Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa russo, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto un numero considerevole di droni ucraini in volo sul Mar d'Azov e sul Mar Nero. Le Forze Armate ucraine hanno inoltre lanciato missili contro il villaggio di Koloskovo, nella regione di Belgorod, al confine con l'Ucraina, causando secondo le autorità locali un tragico bilancio di almeno sei vittime e quattro feriti, tra i quali figura anche un ragazzo di quattordici anni.
L'intensità degli scontri è testimoniata anche dalle parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha parlato di una vasta operazione a lungo raggio contro obiettivi in Russia, confermando la volontà di Kiev di colpire in profondità l'apparato logistico e militare del nemico.
Mosca risponde con missili su Odessa e altre città ucraine
La risposta russa non si è fatta attendere, con un'intensificazione degli attacchi missilistici che hanno preso di mira diverse regioni ucraine. Le città di Kryvyi Rih, città natale del presidente Zelensky, Zaporizhzhia, nel sud, e Sumy, nel nord, sono state colpite, con decine di vittime e feriti registrati a livello nazionale. Secondo fonti di stampa, nell'ultima settimana sarebbero stati lanciati oltre 1.500 droni e 62 razzi russi sull'Ucraina.
In particolare, nella notte la Russia ha concentrato i propri bombardamenti sulle infrastrutture portuali della regione di Odessa, un hub cruciale per le esportazioni e la logistica ucraina. La Difesa di Mosca ha dichiarato di avere colpito, nella zona, una motosilurante della classe Tarantul e un centro logistico della Nova Pochta, il più grande spedizioniere privato del Paese, già bersaglio di attacchi nelle settimane precedenti.
Allo stesso modo, sono stati presi di mira il terminale di Izmail, sul Danubio, hangar con equipaggiamento militare occidentale e magazzini di imbarcazioni senza equipaggio. A Kiev e nella sua regione si contano diversi feriti, così come a Kryvyi Rih e Sumy, dove l'offensiva ha provocato ulteriori perdite umane e danni a infrastrutture civili.
La costruzione di basi segrete e la guerra dei droni a lungo raggio
Un'indagine del quotidiano britannico The Telegraph, citata da diverse agenzie di stampa, getta nuova luce sulla strategia militare russa, rivelando la costruzione e l'ampliamento di almeno dieci basi militari segrete lungo il confine sud-orientale del paese.
L'inchiesta, basata su immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec, avrebbe individuato ben 59 rampe di lancio meccaniche, delle vere e proprie catapulte su rotaia che sostituiscono le piste di atterraggio, progettate per il lancio rapido di droni pesanti a lungo raggio, tra cui le più recenti versioni ad alta velocità dotate di propulsione a reazione.
L'infrastruttura, che comprende hub realizzati sia convertendo basi militari e aeroporti civili preesistenti sia costruendone di nuovi in aree rurali, sarebbe finalizzata a indebolire e sfondare sistematicamente le difese aeree ucraine attraverso lanci massicci di velivoli comandati da remoto. La scoperta arriva in un momento di forte intensificazione della guerra dei droni, con Kiev che ha progressivamente ampliato il raggio delle proprie operazioni sul territorio russo.
Sanzioni europee e reazioni internazionali
Sul fronte diplomatico, dall'Unione Europea continuano ad arrivare segnali di fermezza verso il Cremlino, con nuove prese di posizione a favore di ulteriori sanzioni e un rafforzamento delle misure restrittive già in atto. La comunità internazionale segue con preoccupazione l'escalation del conflitto, che mostra una crescente capacità di entrambi i contendenti di colpire obiettivi oltre la linea del fronte, utilizzando tecnologie sempre più sofisticate nel campo dei droni e dei missili a lungo raggio, in una fase che sembra non conoscere tregua.
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