Jim Jarmusch e il cardinale Pizzaballa: dal Leone d’oro un doppio appello per Gaza

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nella serata dei premi della 82esima Mostra del Cinema di Venezia, il regista Jim Jarmusch, insignito del Leone d’oro per ‘Father Mother Sister Brother’, ha voluto lanciare un messaggio inequivocabile indossando una spilla per la fine della guerra a Gaza. "È un tragico genocidio che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi ed è terrificante per me", ha dichiarato il cineasta, la cui presa di posizione – per quanto essenziale – ha catalizzato l’attenzione di molti, aggiungendo un tassello significativo a una serata che, al di là dei riconoscimenti artistici, ha assunto toni di forte impegno civile.

A rendere ancor più profonda la dimensione dell’appello è stato però l’intervento, a sorpresa, del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, giunto in sala attraverso un videomessaggio trasmesso durante la cerimonia. "Questa guerra deve finire quanto prima, lo sappiamo. Non ha più senso continuare. È tempo di fermare questa deriva", le sue parole, cariche di un pathos che ha portato il peso di una terra lacerata fin sul palco del Lido. Il suo monito, breve ma intenso, ha rappresentato un invito radicale a ritrovare, attraverso la cultura, un linguaggio che non uccida ma apra invece alla possibilità di un dialogo.

Il richiamo alla pace non è rimasto confinato alle sole parole, trovando un tragico e immediato riscontro nella cronaca di quelle stesse ore: secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, almeno diciassette persone avrebbero perso la vita nella Striscia di Gaza durante una serie di operazioni militari. Tra loro, sei vittime – come riferito – in un bombardamento che ha colpito una scuola trasformata in rifugio per sfollati, mentre altre undici, sei delle quali bambini, sono decedute in diversi quartieri.

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