Pupo a 70 anni affronta la maturità: «Un regalo per i miei genitori»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È iniziata oggi, 18 giugno, la lunga notte prima degli esami per oltre mezzo milione di studenti, ma tra i banchi dell'istituto Minerva di Roma, pronto a vivere la sua personale vigilia, c'è anche un volto noto che di notti ne ha viste tante: Enzo Ghinazzi, in arte Pupo. Il cantante, settant'anni compiuti e una carriera costellata di successi che lo ha portato persino a esibirsi al Madison Square Garden, si è rimesso in gioco con l'entusiasmo di un ragazzino per coronare un sogno che affonda le radici nella sua Arezzo, tra Ponticino e le aule delle scuole frequentate da ragazzo.

Dopo aver lasciato i libri a sedici anni, è tornato a studiarli con una determinazione che pochi avrebbero scommesso, pronto a sostenere la prima prova scritta per conseguire il diploma al Liceo delle Scienze umane, indirizzo economico-sociale.

Un debito d'amore con i genitori

La spinta che ha riportato il cantante tra i banchi di scuola non è però solo la voglia di mettersi alla prova, né il desiderio di collezionare un altro titolo dopo i dischi di platino, bensì un gesto dal profondo valore affettivo: un regalo per i suoi genitori, che non ci sono più. «Vorrei fare un regalo al mio babbo che non c'è più e alla mia mamma che se n'è andata un mese fa», ha raccontato, spiegando che suo padre, che faceva il postino e aveva solo la quinta elementare, sognava per lui un futuro diverso e lo voleva avvocato.

La madre, scomparsa da poco, teneva moltissimo a questo traguardo, e così, a settant'anni, Pupo ha deciso di portare a termine quel percorso interrotto, frequentando un istituto privato ad Arezzo con lezioni individuali e recuperando due anni in uno per due volte, per poi superare l'esame preliminare da privatista.

La scuola, le ragazze e le canzoni

Il suo rapporto con la scuola, come confessa senza mezzi termini, è stato sempre complicato e segnato da distrazioni ben più affascinanti dei libri. Dopo un anno di Ragioneria, concluso con ben tre rimandi, passò allo Scientifico, ma non per una vocazione per la matematica, che ammette essere stata sempre un disastro: lo scelse semplicemente perché ci andava Anna, una ragazzina di Ponticino che gli piaceva.

Era discolo, divertiva i compagni imitando i professori e, nel frattempo, la notte già cantava nei club e nelle balere, scriveva le prime canzoni e tornava a casa tardi, rendendo sempre più dura la sveglia per andare a scuola; insomma, le donne, come dice lui stesso, sono sempre state il suo tallone d'Achille e lo stesso motivo per cui ha cominciato a cantare.

La sfida e la calma olimpica

Nonostante gli anni e il percorso accidentato, l'artista si dice «prontissimo» per l'esame di Stato, forte di una preparazione che definisce solida, pur senza vantare una cultura raffinata. Ha studiato con passione filosofia, letteratura e arte, e si sente sicuro sullo scritto di italiano, soprattutto su Pirandello e D'Annunzio, un po' meno su Calvino e Montale, mentre teme un po' di più la seconda prova, quella di diritto. Parte con un credito di 32 punti e, pur dovendone raggiungere solo 28 per arrivare alla sufficienza, non punta al massimo: si accontenterebbe di un ottanta.

E per quanto riguarda l'ansia, che per tanti maturandi è una compagna di viaggio temibile, per lui sembra non esistere: «Sono tranquillissimo. Non l'ho mai avuta nemmeno per un concerto al Madison Square Garden. Sono un giocatore d'azzardo, sono nato freddo». A chi gli chiede come passerà la fatidica notte prima dell'esame, risponde con schiettezza: «Quello che più mi rilassa: l'amore».

Niente raccomandazioni e lo sguardo al futuro

Alla sua età e con la sua notorietà, Pupo ha però ben chiaro di non volere né cercare alcun trattamento di favore, né tantomeno spintarelle, pur scherzando sul fatto di avere tanti amici ministri. Ha rifiutato l'idea di una laurea honoris causa, perché un titolo ottenuto così non avrebbe lo stesso valore. Ha già scelto con cura l'outfit per l'occasione: doppiopetto blu, camicia bianca, occhialini e una Montblanc nel taschino, mentre al polso un Rolex. E se dovesse essere promosso, promette un concerto in classe e un grande festone a Ponticino.

Ma il suo obiettivo non si ferma al diploma: il sogno è infatti quello di iscriversi all'università a Scienze della comunicazione e, in tre anni, diventare il «dottor Pupo». Un esempio, il suo, di come l'età e la fama non siano un ostacolo per rimettersi in gioco e per onorare le promesse fatte a chi non c'è più, affrontando la maturità con la stessa leggerezza e determinazione di un ragazzo che ha ancora tanto da imparare.

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