Pupo, esame orale di Maturità superato: "Me la sono cavata" e al pianoforte canta 'Un amore grande'

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre l'estate romana iniziava a farsi sentire, Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, varcava i cancelli dell'Istituto Minerva di Roma per sostenere la prova che, a quasi settantuno anni, rappresentava il coronamento di un percorso iniziato due anni fa. La data, il primo luglio 2026, passerà probabilmente agli archivi della scuola come una delle giornate più singolari, quella in cui una delle voci più iconiche della musica leggera italiana ha deciso di mettersi in gioco, sedendosi di fronte a una commissione d'esame e raccontando la propria vita come fosse un'opera d'arte.

Dopo aver già superato gli scritti, il cantante si è presentato all'appuntamento con il colloquio orale, determinato a chiudere un cerchio aperto molti decenni prima, quando lasciò il liceo dopo il secondo anno per inseguire il sogno della musica.

Il colloquio: Dante, Pirandello e la Costituzione

Il colloquio, durato quasi un'ora, è stato un viaggio a tutto tondo attraverso le materie umanistiche e giuridiche, condito da un forte carico di autobiografia. Pupo, visibilmente emozionato ma determinato a non chiedere "sconti a nessuno", ha esordito parlando del proprio curriculum, un percorso esistenziale che lo ha visto passare da giocatore d'azzardo professionista a cantante di fama mondiale, fino a toccare le difficoltà personali e la rinascita.

La commissione lo ha poi guidato attraverso un percorso interdisciplinare che spaziava da Gabriele D'Annunzio – con un accenno al suo complesso rapporto con il fascismo, che Pupo ha tenuto a precisare di non condividere – fino a Luigi Pirandello e al tema dell'impossibilità di rivelare il proprio volto reale.

Non sono mancati i versetti di Dante, che l'artista ha letteralmente cantato durante l'esposizione, e un'analisi della Costituzione italiana, partita dal suo tema scritto su Giuseppe Saragat per arrivare ai poteri del Presidente della Repubblica e alla promulgazione delle leggi.

Lo scoglio inglese e la riflessione sulla scuola

Se la parte più ostica dell'esame, come lui stesso aveva pronosticato, è stata la prova di inglese, Pupo l'ha affrontata con schiettezza, dichiarando di avere dimestichezza con la lingua parlata ma meno con la grammatica. Il docente, mettendolo a suo agio, lo ha comunque condotto attraverso l'età vittoriana, con riferimenti a Oscar Wilde, al suo "Ritratto di Dorian Gray" e a Charles Dickens, in un'esposizione che il cantante stesso ha definito "un po' zoppicante" ma sufficientemente sicura.

Una delle riflessioni più interessanti emerse durante il colloquio è stata proprio sul senso dell'esame di maturità. Pupo ha infatti sostenuto che tutti i ragazzi dovrebbero avere la possibilità di portare le proprie opinioni all'esame per dimostrare di essere "soggetti pensanti", quasi come se si dovesse vivere "partendo dalla fine e tornare bambini".

Il fuoriprogramma: 'Un amore grande' per la professoressa

Superata la tensione del colloquio, la giornata si è conclusa con un momento inaspettato e leggero. In aula magna, dove si festeggiava il compleanno di una docente, la professoressa Emilia, la presenza di un pianoforte ha offerto a Pupo l'occasione per un'esibizione a sorpresa. Sedutosi alla tastiera, ha intonato "Un amore grande", il brano con cui si classificò quarto al Festival di Sanremo nel 1984, dedicandolo all'intero istituto e alla professoressa che compiva gli anni proprio il primo luglio.

"È un inno all'amore, una canzone di quelle che non passano mai di moda e anche quello che abbiamo fatto qui a scuola lo abbiamo fatto solo per amore", ha dichiarato l'artista, congedandosi tra gli applausi.

Il voto e il futuro universitario

Uscito dall'istituto Minerva, dove si era presentato alle otto meno un quarto, Pupo ha raccontato alla stampa di essersi cavato piuttosto bene. "Credo sia andata abbastanza bene", ha commentato, aggiungendo che il colloquio è stato lungo ma di aver risposto a tutte le domande, tanto da aspettarsi un "voto mediamente buono".

Il traguardo del diploma, inseguito per due anni per recuperare gli anni persi, non sembra essere il punto di arrivo per l'artista, che ha già annunciato l'intenzione di iscriversi all'università, probabilmente alla facoltà di Scienze della Comunicazione, per continuare il proprio percorso di studi. Una scelta che conferma una curiosità intellettuale che, a settantun anni, non accenna a spegnersi.

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