Kiev pronta a firmare accordo su terre rare con gli Stati Uniti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L’Ucraina si è dichiarata pronta a siglare «in ogni momento» un accordo con gli Stati Uniti per lo sfruttamento e la collaborazione nel settore delle terre rare, risorse strategiche fondamentali per l’industria tecnologica e militare. A renderlo noto è stato il primo ministro Denys Shmyhal, durante una conferenza stampa tenutasi a Kiev, sottolineando come il Paese sia impegnato a portare avanti i negoziati attraverso i canali diplomatici disponibili. «L’Ucraina continuerà a collaborare con gli Stati Uniti per assicurarsi che entrambe le nazioni possano lottare per una pace duratura», ha affermato Shmyhal, lasciando intendere che la palla passerebbe ora al governo americano, chiamato a rispondere alle proposte avanzate.
La questione delle terre rare, che includono minerali essenziali per la produzione di dispositivi high-tech e componenti militari, assume un peso particolare nel contesto del conflitto in Ucraina, dove la dipendenza da aiuti esterni rimane un tema cruciale. Proprio in queste settimane, infatti, Kiev ha dovuto fare i conti con la decisione dell’amministrazione Trump di sospendere gli aiuti militari, una mossa che ha sollevato non poche preoccupazioni tra i vertici ucraini. Secondo Fedor Venislavsky, deputato e membro del Comitato per la sicurezza nazionale, la difesa e l’intelligence del Parlamento ucraino, il Paese avrebbe un margine di sicurezza di circa sei mesi prima di risentire in modo significativo della mancanza di supporto militare statunitense.
Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, ha fatto sapere che l’Ucraina sta già valutando alternative con i partner europei per colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti. «Stiamo discutendo con i partner europei la possibilità di sostituire le armi americane», ha scritto su Telegram Podolyak, evidenziando come la situazione richieda una risposta rapida e coordinata.
La sospensione degli aiuti militari da parte di Washington, decisa nelle scorse settimane, ha rappresentato un duro colpe per Kiev, che da mesi resiste all’avanzata russa nell’est del Paese. Sebbene l’Ucraina abbia dimostrato una notevole resilienza, la riduzione del supporto esterno rischia di compromettere la capacità di difesa a lungo termine, soprattutto in un contesto in cui le risorse interne sono già fortemente ridotte.
Parallelamente, l’accordo sulle terre rare potrebbe aprire nuove prospettive di collaborazione tra Kiev e Washington, andando oltre il semplice sostegno militare. Le trattative, tuttavia, rimangono in una fase delicata, con entrambe le parti chiamate a trovare un equilibrio tra interessi strategici e necessità immediate. Mentre l’Ucraina attende una risposta dagli Stati Uniti, il governo di Zelensky continua a lavorare per rafforzare i legami con l’Europa, nella speranza di garantire un flusso costante di risorse e supporto internazionale.




