Blackout in Spagna e Portogallo, l'Italia convoca il comitato per la sicurezza
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Redazione Esteri
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Dopo il blackout che ha paralizzato parte della Spagna e del Portogallo, con intere città rimaste al buio e servizi essenziali bloccati per ore, l’Italia ha deciso di verificare i propri protocolli di emergenza. Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che nei prossimi giorni si riunirà il Comitato interministeriale per la Sicurezza della Repubblica, con l’obiettivo di valutare l’efficacia delle misure già esistenti e aggiornare, se necessario, le procedure da adottare in casi simili. L’incontro, che rientra nelle attività ordinarie di coordinamento tra istituzioni, coinvolgerà i rappresentanti delle amministrazioni competenti, senza allarmismi ma con la consapevolezza che eventi del genere – seppur rari – richiedono risposte immediate.
A Madrid, il blackout ha costretto migliaia di persone a improvvisare soluzioni di fortuna. Senza metro né supermercati aperti, molti hanno fatto la fila per acquistare radioline a batteria, mentre altri hanno atteso per ore l’arrivo degli autobus, unici mezzi ancora in circolazione. «Ho pensato che la radio fosse l’unico modo per avere notizie, poi alle candele, ma dove trovarle?», ha raccontato Vicente Navarro, musicista travolto dall’emergenza. Un caos improvviso, che ha mostrato quanto la dipendenza dall’energia elettrica renda fragili anche le città più organizzate.
In Portogallo, la situazione non è stata diversa. Una coppia di romani, Roberta e Demetrio, reduce da un viaggio in Brasile, si è trovata bloccata a Lisbona durante una breve sosta. «Volevamo solo prendere un caffè in centro, ma tutto era spento: semafori, insegne, negozi. Sembrava di essere sotto attacco», hanno spiegato. Senza informazioni, hanno ascoltato le poche notizie diffuse da una radio in auto, mentre le autorità locali raccomandavano di conservare acqua potabile per almeno 48 ore.




