Blackout in Spagna, i cinque secondi che hanno paralizzato la penisola iberica

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non è stato un attacco hacker, almeno secondo le prime dichiarazioni ufficiali. Lo ha precisato l’operatore della Rete elettrica spagnola (Ree), escludendo qualsiasi "incidente di cybersicurezza" nelle infrastrutture nazionali. Ma se la minaccia digitale è stata scartata, resta ancora senza risposta la domanda che milioni di persone si sono poste ieri, quando alle 12.32 la corrente è venuta meno in gran parte della Spagna, del Portogallo e in alcune zone dei Paesi Baschi francesi. Un blackout improvviso, durato ore, che ha bloccato trasporti, servizi essenziali e connessioni internet, lasciando nel caos un’area abitata da oltre 55 milioni di persone.

Eduardo Prieto, responsabile delle operazioni di Ree, ha fornito alcuni dettagli durante una conferenza stampa convocata per fare chiarezza. "Due guasti simultanei, distanti appena cinque secondi l’uno dall’altro, hanno innescato un effetto domino", ha spiegato, senza però indicare con precisione l’origine tecnica del problema. L’ipotesi più plausibile, al momento, è quella di un malfunzionamento nella rete di distribuzione, anche se non si esclude un errore umano o un sovraccarico del sistema. Quel che è certo è che l’evento ha messo in luce la fragilità di un’infrastruttura ritenuta fino a oggi affidabile.

Il governo spagnolo, dal canto suo, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. Pedro Sánchez, premier socialista, ha affidato al ministero per la Transizione ecologica – guidato da Sara Aagesen – il compito di coordinare le indagini. "Accerteremo le cause di quanto accaduto", ha garantito, sottolineando la necessità di evitare che un episodio del genere si ripeta. Intanto, sui social e nei media spagnoli si è scatenato il dibattito, con alcuni che hanno provato a collegare il blackout alla crescente dipendenza dalle energie rinnovabili, mentre altri hanno smentito categoricamente questa tesi, definendola una "bufala".

Quel che il blackout ha dimostrato, al di là delle speculazioni, è la vulnerabilità di una società sempre più digitalizzata. Senza elettricità, non solo le luci si spengono: a venir meno è l’intera rete di comunicazione, dai telefoni agli ospedali, dai semafori ai sistemi di pagamento. Un campanello d’allarme che, inevitabilmente, riporta alla mente altri casi simili, come i blackout estesi che negli ultimi anni hanno colpito New York o l’Australia. La differenza, questa volta, è la rapidità con cui il collasso si è propagato, lasciando intere città in balia di se stesse per ore.

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