Autovelox, dal 2017 omologati d’ufficio: stop ai ricorsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una nuova svolta nel controverso mondo degli autovelox sta per cambiare le regole del gioco per Comuni e automobilisti. Dal prossimo luglio, infatti, i dispositivi di rilevamento della velocità approvati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) dopo il 13 giugno 2017 saranno considerati automaticamente omologati, senza bisogno di ulteriori verifiche. Una decisione che, se da un lato mira a porre fine a una lunga serie di contenziosi legali, dall’altro rischia di limitare drasticamente la possibilità per i cittadini di impugnare le multe ricevute.

Il decreto, già inviato a Bruxelles per l’approvazione definitiva, prevede che tutti gli autovelox installati dopo quella data siano ritenuti validi a tutti gli effetti, rendendo di fatto inattaccabili le sanzioni comminate attraverso il loro utilizzo. Una misura che, come sottolineato dall’Asaps (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale), potrebbe finalmente mettere fine a quella che è stata definita una “giungla” di ricorsi, spesso vinti dagli automobilisti, che hanno portato all’annullamento di migliaia di multe, anche per eccessi di velocità particolarmente elevati.

La questione, tuttavia, non è priva di polemiche. Da anni, infatti, i ricorsi contro le sanzioni basate su autovelox non omologati correttamente hanno rappresentato un grattacapo per le amministrazioni locali, costrette a rimborsare multe già pagate o a vedersi annullare intere procedure. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, questa possibilità verrà meno, lasciando poco spazio ai cittadini per contestare le sanzioni. Una scelta che, secondo alcuni, rischia di penalizzare ulteriormente gli automobilisti, privandoli di uno strumento di difesa legittimo.

A Bologna, ad esempio, dove tutti gli autovelox in uso sono stati approvati dopo il 2017, il Comune ha già annunciato che non intende rinunciare alla possibilità di impugnare le multe contestate, anche alla luce del nuovo decreto. Una posizione che potrebbe aprire ulteriori fronti di scontro legale, nonostante l’intenzione del Mit di chiudere definitivamente la questione.

Il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni, ha accolto con favore la novità, definendola un passo necessario per fare chiarezza e porre fine a una situazione che, a suo dire, ha “criminalizzato” i misuratori di velocità, rendendoli oggetto di sistematiche contestazioni. Tuttavia, resta da vedere come reagiranno i cittadini e le associazioni di consumatori, che potrebbero vedere in questa misura un ulteriore restringimento dei propri diritti.

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