Il futuro di Bagnaia è in Aprilia: un quadriennale per chiudere la carriera a Noale
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Redazione Sport
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Le acque del mercato piloti, dopo settimane di indiscrezioni e voci incontrollate che si rincorrevano nei box di mezzo mondo, sembrano essersi finalmente calmate, e il verdetto, per quanto non ancora ufficializzato da una conferenza stampa o da un comunicato, è ormai scritto. Francesco Bagnaia, il due volte campione del mondo in carica che pure sta affrontando la sua ultima annata in sella alla Ducati, quella GP26 con la quale ha chiuso i test thailandesi di Buriram al quarto posto, ha preso una decisione irrevocabile riguardo al proprio avvenire, scegliendo di legarsi all’Aprilia per un ciclo lunghissimo.
Non si tratta, come si poteva ipotizzare qualche mese fa, di un semplice contratto biennale utile per testare le acque e mantenere aperte opzioni future, ma di un accordo quadriennale che legherebbe a doppio filo il piemontese alla casa di Noale fino al termine della carriera, o quasi -1. Una durata fuori dagli schemi, questa, che testimonia la fiducia reciproca tra le parti e la volontà della dirigenza Aprilia, guidata dall’amministratore delegato Massimo Rivola, di costruire un progetto tecnico solido e duraturo attorno a un pilota del calibro di Bagnaia. La scelta, maturata nel corso di colloqui serrati che hanno tenuto banco per tutto l’inverno, è caduta sulla Casa di Noale nonostante sul piatto ci fossero proposte economicamente più sostanziose, come quella avanzata da Yamaha che avrebbe garantito al pilota un ingaggio sensibilmente maggiore -4. Alla fine, però, ha pesato di più la competitività mostrata in pista dalla RS-GP, una moto che negli ultimi giorni ha impressionato gli addetti ai lavori: il compagno di squadra Marco Bezzecchi, che con Bagnaia condividerà il box dal 2027, ha letteralmente fatto segnare il miglior tempo assoluto sul circuito thailandese, dimostrando che la Casa di Noale ha le carte in regola per lottare stabilmente per le posizioni che contano -9.
Le dinamiche che hanno portato a questo epilogo, va detto, affondano le radici in un effetto domino innescato a sua volta da altre decisioni cruciali. Ducati, che pure ha dominato la scena negli ultimi anni, ha pianificato una riorganizzazione del proprio organico che vedrà l’arrivo di Pedro Acosta nel team ufficiale a fianco di Marc Marquez, lasciando di fatto senza un sedile rosso il proprio campione -6. Un’apertura, questa, che ha costretto Bagnaia a guardarsi intorno, valutando con attenzione le alternative. Tra queste, la più suggestiva era senza dubbio quella targata Yamaha, che aveva offerto un contratto faraonico e la possibilità di diventare il punto di riferimento assoluto del progetto giapponese. Ma il ritardo tecnico accumulato dalla M1 con il nuovo motore V4, emerso proprio durante le prove di Buriram, ha raffreddato gli entusiasmi del torinese, orientandolo definitivamente verso una realtà, quella di Noale, che gli garantisce una moto già competitiva e un ambiente a lui familiare per lingua e cultura -4. A fare da contraltare, la notizia che Jorge Martin, l’attuale campione del mondo in carica, dovrebbe invece accasarsi proprio in Yamaha, completando un avvicendamento che ridisegnerà gli equilibri della classe regina -3.




