Garlasco, Stefania Cappa e la ricerca dell’attizzatoio: nuove perquisizioni nel delitto Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un testimone, che in seguito ritrattò, aveva raccontato ai carabinieri di aver visto, poco dopo l’omicidio di Chiara Poggi – avvenuto nel luglio 2007 – una ragazza bionda allontanarsi in bicicletta da via Pascoli con «un piedistallo tipo da camino-canna da fucile con in testa una pigna» nella mano destra. Quell’oggetto, descritto come un attizzatoio da camino, potrebbe essere l’arma del delitto, e proprio alla sua ricerca sono state concentrate le ultime perquisizioni disposte dalla procura di Pavia.

Nelle prime ore del 14 maggio, i carabinieri del nucleo investigativo di Milano hanno fatto irruzione nell’abitazione di Andrea Sempio, unico indagato (in concorso con ignoti) per l’omicidio della giovane Chiara. Oltre alla sua casa, sono state perquisite anche quella dei genitori e quelle di due amici dell’epoca, Roberto Freddi e Mattia Capra, che frequentavano la villetta in via Pascoli insieme a Sempio e al fratello della vittima, Marco Poggi. L’operazione, eseguita su mandato della procura, ha portato al sequestro di dispositivi elettronici, tra telefoni e computer, nella speranza di trovare nuovi elementi utili a far luce su un caso rimasto irrisolto per quasi due decenni.

Parallelamente, le indagini si sono concentrate anche su un canale che attraversa Tromello, a pochi chilometri da Garlasco, dove i militari hanno effettuato un sopralluogo nella mattinata. Lungo il corso d’acqua sorge una casa disabitata di proprietà della famiglia Cappa, i cugini di Chiara. Proprio Stefania Cappa, cugina della vittima, era stata indicata dal testimone come la ragazza vista con l’attizzatoio, sebbene la dichiarazione fosse stata poi ritirata.

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