Omicidio a Zibido San Giacomo, investito nel parcheggio del cimitero: la lite per una donna e l’ipotesi della legittima difesa
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Redazione Interno
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Una serata di ordinaria follia, quella che si è consumata nella notte tra domenica 21 e lunedì 22 giugno a Zibido San Giacomo, nell’hinterland sud di Milano, trasformando il parcheggio del cimitero di via Lenin in un teatro di sangue. La vittima, Claudio Miranda, un quarantenne di origini napoletane, è morto dopo essere stato travolto da una Peugeot 206 guidata da Stefano Pasceri, un trentunenne del posto, che è stato subito bloccato e arrestato dai carabinieri della compagnia di Abbiategrasso con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
Il movente, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe da ricercare in una questione sentimentale, un rapporto di rivalità amorosa per una ragazza che da tempo avrebbe avuto una relazione stabile proprio con Miranda.
La ricostruzione dei fatti e il ruolo della pistola a salve
La dinamica dell’omicidio, seppur ancora al vaglio degli inquirenti, è stata delineata con un certo margine di precisione grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno immortalato gli istanti cruciali del confronto. Secondo quanto emerso, i due uomini, insieme ad altre persone, si erano dati appuntamento nel piazzale del cimitero per dirimere un diverbio legato a una donna.
Miranda si è presentato a bordo di una Lancia Y, accompagnato da tre conoscenti che però, al momento dell’impatto, sono fuggiti a piedi e sono ancora ricercati.
Dall’altra parte, il 31enne Pasceri, che gestisce un’autofficina in paese insieme al padre, era alla guida della sua auto con il genitore a bordo. La situazione è rapidamente degenerata quando la vittima, scesa dalla propria vettura, ha estratto una pistola, una scacciacani con il tappo rosso, e ha esploso due colpi a salve in direzione del padre del suo rivale, che nel frattempo era sceso dall’auto.
È a quel punto che Stefano Pasceri, rimasto al posto di guida, ha ingranato la marcia e ha sferrato l’accelerazione fatale, schiacciando Miranda contro la portiera della sua stessa auto, una Lancia Y, uccidendolo praticamente sul colpo.
La difesa di Stefano Pasceri: "Ho agito per paura"
Nel corso del primo interrogatorio di garanzia davanti al pm Giuliano Rizza, il pubblico ministero di turno della Procura di Pavia, che coordina le indagini, Stefano Pasceri ha offerto una versione dei fatti che potrebbe costituire il fulcro della sua linea difensiva. Interrogato sull’accusa di omicidio volontario, il 31enne ha dichiarato di aver investito Claudio Miranda perché aveva paura, giustificando la sua reazione come un gesto istintivo per proteggere se stesso e il padre dall’aggressione subita.
La difesa si basa sulla presunta percezione di un pericolo imminente: nell’oscurità del parcheggio, Pasceri e suo padre non avrebbero notato il tappo rosso che contrassegna la pistola a salve e avrebbero scambiato il rumore dei colpi di scacciacani per quello di un’arma da fuoco carica a munizioni vere. L’avvocato dell’arrestato tenterà quindi di dimostrare che l’investimento non fu un atto premeditato, ma una reazione impulsiva e sproporzionata a una situazione oggettivamente percepita come letale.
Le indagini della Procura di Pavia e i fuggitivi
Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano e coordinate dalla Procura di Pavia, territorialmente competente, sono ora focalizzate a chiarire ogni aspetto della vicenda. Sebbene la lite per la donna sembri essere il movente principale, gli inquirenti non escludono che possa celarsi qualcosa di più complesso e stanno esaminando ogni possibile pista.
Un elemento cruciale per la ricostruzione è rappresentato dalle tre persone che accompagnavano la vittima, fuggite subito dopo l’omicidio; i loro racconti potrebbero rivelarsi fondamentali per comprendere l’esatta dinamica e il clima di quell’incontro.
Al momento, Stefano Pasceri si trova nel carcere di Pavia in attesa dell’interrogatorio di convalida dinanzi al giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere se confermare la misura cautelare. La Procura, mentre prosegue le indagini per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, attende anche i risultati dell’autopsia sul corpo di Claudio Miranda, che sarà fondamentale per accertare con precisione le cause del decesso e avere ulteriori elementi per inquadrare la dinamica dell’investimento fatale.




