Il “cavaliere” dell’ingiustizia e la lunga estate delle due ruote

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A leggerla distrattamente, sembrava lo sketch di uno dei tanti comici che infestano i salotti televisivi: il governo immagina un «bonus fedeltà» per quegli avvocati che, con la forza della retorica e della persuasione – fosse anche solo per spillare un gettone –, convincono il disgraziato di turno a farsi rimpatriare volontariamente. Eppure, quella che poteva sembrare una boutade legalitaria era scritta nero su bianco in un decreto Sicurezza, l’ennesimo partorito dalla maggioranza, salvo poi ricevere un secco «no» dal Colle, che ha rispedito al mittente l’idea. Il fantasma, in quella disposizione malnata, era inequivocabile: l’Azzecca-garbugli è tornato tra noi, vestito con la toga di un legislatore che sembra aver studiato a memoria i capitoli manzoniani più cupi, quelli dove il diritto viene svenduto per non disturbare i potenti.

Non è stata solo una gaffe tecnica, insomma, quella norma sugli avvocati pagati per favorire i rimpatri – che, lo ricordiamo, è stata poi corretta in extremis – ma un vero e proprio precedente politico. Il pericolo, come hanno colto alcuni osservatori, non risiede tanto nel pasticcio in sé, quanto nel meccanismo perverso che la decretazione d’urgenza ha innescato: si scrive una bozza scellerata, si attende la «moral suasion» del Quirinale – quella pratica, in uso almeno dai tempi di Ciampi, che affianca i poteri formali – e infine si corregge il tiro, senza che chi ha sbagliato paghi alcun costo. Il tutto mentre un decreto convertito in legge rischia di entrare in vigore contemporaneamente a un altro che lo modifica, creando una selva normativa in cui persino i più fedeli latinorum rischierebbero di perdersi.

La grande fuga verso la costa adriatica

Ma se a Roma la giustizia – o la sua brutta copia – si dibatte tra emendamenti e richiami presidenziali, c’è chi ha deciso di voltare pagina cambiando completamente scenario. Dal 30 aprile al 3 maggio 2026, Senigallia si prepara a diventare la capitale europea del v2 rombante, ospitando il primo “European Spring Rally” firmato Harley-Davidson. La città marchigiana, che aveva già ospitato due anni fa l’European H.O.G. Rally, raddoppia la posta e si aggiudica l’evento che ufficialmente apre la stagione motociclistica nel Vecchio Continente: quattro giorni in cui le piazze – da Garibaldi a Simoncelli – si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto tra esposizioni, concerti e una parata che vedrà sfilare migliaia di moto lungo la riviera.

Non è solo una questione di carburante e acciaio, beninteso, perché l’evento – completamente gratuito per pubblico e rider – punta a essere una festa trasversale. A tenere banco, come ha raccontato chi cura l’intrattenimento, ci sarà un carnet musicale di prim’ordine: si va dal rock blues dei Black River Delta fino alle incursioni del dj Ringo, vera anima della kermesse, che ha promesso di presentare un concorso per “custom” dove verrà eletta la moto più bella e meglio accessoriata. C’è chi arriva dritto da Londra, chi da Las Vegas, e chi, come il chitarrista Giuseppe Scarpato, mescolerà il blues americano con la napoletanità più autentica.

Errori di mira e motori in festa

Mentre i legali più furbi sognavano di intascarsi un premio per disfarsi dei propri assistiti – e per fortuna qualcuno, ai piani alti, ha spento sul nascere quella follia – a Senigallia si prepara una folla di appassionati ben diversa da quella raccontata dal Manzoni. Lì non ci sono poveri cristi da abbindolare con il latino maccheronico, ma migliaia di riders pronti a godersi la gastronomia locale (qualcuno spera già nei ricci liofilizzati inventati da uno chef stellato) e il sound delle Harley. La decretazione d’urgenza, insomma, sforna mostri giuridici come l’Azzecca-garbugli, mentre sulla rivale adriatica si scatena il fragore sano di una liberazione collettiva.

Due Italie, forse, quella che pasticcia con le garanzie costituzionali per un pugno di voti e quella che invece si dà appuntamento al mare per celebrare il mito della strada, corrono parallele senza incontrarsi. E mentre i senatori ripescano i loro emendamenti tra le pieghe delle commissioni, a Senigallia sono già pronti a regalare una tregua: quattro giorni di concerti, moto esposte e la possibilità di dimenticare – anche solo per un finesettimana – la triste figura dell’avvocato dei poveri.

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