Concordato preventivo biennale, le novità del D.Lgs. 108/2024

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il recente Decreto Legislativo 5 agosto 2024, n. 108, ha introdotto significative modifiche alla disciplina del concordato preventivo biennale, con l'obiettivo di incentivare l'adesione dei contribuenti in regime forfetario. Tra le principali novità, si evidenziano le nuove cause di esclusione, la determinazione del reddito, il calcolo degli acconti d’imposta e la tassazione sostitutiva del reddito incrementale.

In particolare, il decreto prevede che i contribuenti forfetari che, nel periodo d'imposta 2023, non hanno superato la soglia di 85.000 euro, possano aderire al concordato preventivo biennale. Tuttavia, coloro che, nel corso del 2024, supereranno la soglia dei 100.000 euro, pur fuoriuscendo dal regime forfetario, potranno applicare sul reddito eccedentario una tassazione specifica con aliquote ridotte (10% o 3% per i soggetti start-up).

Questa misura, che rappresenta un ulteriore tentativo del governo di spingere il concordato e il condono, si inserisce in un contesto economico caratterizzato da "sacrifici non banali" imposti dal nuovo Patto di stabilità. Il viceministro con delega al fisco, Maurizio Leo, ripone grandi speranze di gettito nel concordato preventivo biennale tra Agenzia delle Entrate e partite IVA, nonostante i primi dati indichino un rischio di flop.

Il concordato preventivo biennale, giunto alla terza riformulazione, è destinato a essere discusso in Commissione Bilancio e Tesoro del Senato nella seduta del 29 settembre.

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