Agenzia delle Entrate: chiarimenti sul concordato preventivo biennale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato nuove FAQ riguardanti il concordato preventivo biennale, fornendo chiarimenti su diverse situazioni specifiche. Tra queste, emerge il caso dei contribuenti che, pur avendo determinato il reddito in base al regime forfetario e non avendo superato il limite di ricavi previsto, si trovano ora a dover affrontare le cause ostative per l'accesso al concordato preventivo biennale. In particolare, viene affrontata la situazione di quei contribuenti che nel 2023 non hanno superato il limite di ricavi e compensi pari a 85.000 euro, ma che, a causa di eventi sopravvenuti, come il conseguimento di redditi di lavoro dipendente superiori a 30.000 euro o il possesso di quote di partecipazione in società di persone, escono dal regime agevolato nel 2024.

Un altro punto cruciale riguarda l'impossibilità di utilizzare lo scudo fiscale per quei contribuenti che hanno applicato gli ISA nel quinquennio 2018-2022 e che ora accedono al concordato preventivo biennale come forfetari. Al contrario, è consentito l'uso dello scudo per quei soggetti che, pur essendo ora soggetti ISA, avevano uno o più anni d'imposta del quinquennio "ravvedibile" in regime forfetario. Tuttavia, questa possibilità è limitata alle annualità in cui sono stati applicati gli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Con l'approvazione definitiva della legge di conversione del D.L. 113/2024, noto come Decreto omnibus, è stato introdotto un ravvedimento speciale per i soggetti ISA aderenti al concordato preventivo biennale. Questo ravvedimento, che deve essere effettuato entro il 31 ottobre 2024, consente di beneficiare di una riduzione delle sanzioni accessorie e di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nonché dell'imposta regionale sulle attività produttive, per i periodi d'imposta 2018-2022.

Questi chiarimenti, che si aggiungono a quelli già diffusi lo scorso 8 ottobre, rappresentano un importante passo avanti nella comprensione delle norme relative al concordato preventivo biennale, offrendo ai contribuenti una guida più chiara e dettagliata per navigare tra le complesse disposizioni fiscali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.