Myanmar, Primo Giorno Di Lutto Nazionale: La Cei Stanzia 500 Mila Euro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il Myanmar affronta il primo dei sette giorni di lutto nazionale proclamati dalla giunta militare al potere, il bilancio delle vittime del terremoto che ha devastato il paese continua a crescere. La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha risposto alla crisi stanziando 500 mila euro, attingendo dai fondi dell’8xmille, per sostenere le operazioni di soccorso.

Nella capitale Naypyidaw, dove il caos regna sovrano dopo il crollo di numerosi edifici, tra cui un ospedale, gli operatori umanitari del World Food Programme (Wfp) cercano di distribuire aiuti alimentari d’emergenza. Paolo Mattei, vice direttore del Wfp in Myanmar, descrive una situazione drammatica: «Siamo riusciti a far arrivare i primi generi di prima necessità, ma le difficoltà sono enormi». Intanto, l’organizzazione ha avviato una raccolta fondi a livello internazionale per sostenere la popolazione colpita.

Le testimonianze degli operatori sul campo dipingono un quadro desolante. Julia Rees, vice rappresentante dell’Unicef in Myanmar, racconta di intere comunità rase al suolo, con bambini e famiglie costretti a dormire all’aperto. «Molti piccoli sono feriti, altri sotto shock per aver perso i propri cari o per essere stati estratti dalle macerie in condizioni disperate», spiega. Oxfam e altre organizzazioni segnalano che i bisogni crescono rapidamente, mentre le infrastrutture, già fragili, sono state ulteriormente compromesse.

Il sisma, che il 28 marzo scorso ha colpito con due violente scosse di magnitudo 7.7 e 6.7 l’area centrale del paese, ha avuto effetti devastanti anche sul patrimonio culturale. L’epicentro, localizzato a nord-ovest di Sagaing, vicino a Mandalay, ha provocato danni irreparabili a templi e siti storici, mentre le scosse di assestamento sono state avvertite persino in Thailandia e nella Cina sud-occidentale.

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