Novità fiscali 2026: aggiornato il modello Iva, confermate scadenze e agevolazioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato, con il provvedimento 51732/2026, il modello di dichiarazione Iva definitivo per l’anno 2026, che fa riferimento al periodo d’imposta 2025. Tra le novità più significative, che sono state introdotte a seguito di recenti adeguamenti normativi, spicca l’inserimento di specifiche disposizioni per l’esercizio dell’opzione relativa al pagamento dell’imposta da parte del committente, una modalità che riguarda in particolare i servizi resi a imprese operanti nei settori del trasporto, della movimentazione merci e della logistica, senza tralasciare le cosiddette società di comodo. La pubblicazione del modello, la cui struttura è stata oggetto di un attento esame da parte degli addetti ai lavori, rappresenta il punto di partenza per i contribuenti e per i loro consulenti, i quali devono ora avviare la raccolta sistematica dei documenti contabili necessari alla compilazione, un processo che richiede precisione e una conoscenza approfondita delle nuove casistiche.

Tempistiche operative e richiesta dati

La finestra temporale per la presentazione della dichiarazione, che sarà possibile a partire dal 2 febbraio 2026, si chiuderà – come di consueto – il 30 aprile dello stesso anno, una scadenza che impone un’attenta organizzazione del lavoro. Per facilitare le operazioni preliminari, molti professionisti stanno già predisponendo una lettera informativa da inviare ai propri clienti, uno strumento utile a richiedere con solerzia i dati e la documentazione indispensabili per una corretta predisposizione del modulo. È bene ricordare, tra l’altro, che per l’esercizio in corso viene riconfermata la procedura relativa al credito Iva di importo contenuto: quello inferiore ai 5.000 euro, infatti, potrà essere utilizzato in compensazione già a decorrere dal primo gennaio 2026, offrendo così un vantaggio immediato in termini di liquidità alle imprese che ne hanno diritto.

Adeguamento software e modello per la certificazione unica

Parallelamente alla diffusione del modello Iva, le software house sono già al lavoro per aggiornare i propri programmi di contabilità e dichiarazione fiscale, un passaggio tecnico fondamentale per garantire l’affidabilità dei calcoli e la conformità della trasmissione telematica. Lo stesso impegno, del resto, è richiesto dall’uscita del modello di certificazione unica (Cu) per il 2026, approvato con il provvedimento n. 15707/2026 e anch’esso riferito all’anno 2025, che inra le modifiche legislative intervenute con l’ultima manovra finanziaria. Questi due provvedimenti, pubblicati nella stessa giornata del 15 gennaio, delineano quindi il panorama dichiarativo dei prossimi mesi, obbligando a una duplice verifica degli adempimenti sia per la parte Iva che per quella riguardante il lavoro dipendente e i redditi assimilati.

Riconosciute le ragioni delle società non operative

Un capitolo importante del nuovo modello Iva, che merita una segnalazione particolare, è l’adeguamento ai principi giurisprudenziali in materia di società ed enti non operativi. Nei quadri VA e VX del dichiarativo, infatti, sono state apportate modifiche che recepiscono gli orientamenti della Corte di giustizia dell’Unione europea e delle magistrature italiane, i quali hanno più volte stigmatizzato l’illegittimità delle penalizzazioni fiscali previste per questi soggetti. Ne consegue la piena disapplicazione, almeno per quanto attiene all’Iva, di quelle limitazioni che in passato impedivano o rendevano più complessa la detrazione e il rimborso dei crediti maturati, un cambiamento che corregge una disparità di trattamento e allinea la prassi amministrativa ai dettami del diritto comunitario.

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