La maggioranza di Cannizzaro a Reggio Calabria, ma il riconteggio dei voti non ha ancora chiuso la partita nel consiglio comunale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vittoria netta di Francesco Cannizzaro, che ha riportato il centrodestra al governo della città dopo oltre un decennio di amministrazione di centrosinistra, non ha però ancora definito con assoluta certezza il quadro completo della nuova assemblea di Palazzo San Giorgio.

Secondo la griglia provvisoria che emerge dagli uffici competenti, alla coalizione vincente spetterebbero ben 24 seggi, lasciando all’opposizione appena 8 scranni; un dato, quest’ultimo, che fotograferebbe un Consiglio comunale a fortissima trazione maggioritaria, un vero e proprio plebiscito numerico che garantirebbe alla nuova giunta un margine di manovra notevole.

Eppure, fonti qualificate lasciano intendere che il riconteggio dei voti – un’operazione delicata e certosina – non si sia ancora concluso in via definitiva: permangono, insomma, dubbi tecnici che potrebbero, seppur in minima parte, ritoccare il dato finale.

La corsa contro il tempo per la formazione della giunta e l'insediamento

L’appuntamento cruciale per sancire ufficialmente l’inizio della nuova era politica è fissato per giovedì alle 18:30, quando Francesco Cannizzaro verrà proclamato primo cittadino. Da quel momento scatterà una clessidra serrata che scandirà i tempi della transizione: il neosindaco avrà a disposizione dieci giorni per annunciare la squadra di giunta, che dovrà essere composta da nove persone rispettando l’obbligo di almeno quattro assessori di genere femminile.

Nella stessa finestra temporale, dieci giorni, si dovrà provvedere alla convocazione del nuovo Consiglio comunale, che a sua volta sarà chiamato a riunirsi entro un ulteriore lasso di tempo di dieci giorni dalla convocazione stessa. È in quella sede, ufficialmente insediato, che il nuovo sindaco – il quale in campagna elettorale ha più volte promesso di «far risorgere la città» – presenterà le sue linee programmatiche per il governo.

La sopravvivenza di Marino nel naufragio del centrosinistra

Se il centrodestra esulta, il quadro che si osserva dall’altra parte dell’emiciclo è quello di un vero e proprio naufragio. Eppure, in questo mare di sconfitte per la coalizione progressista, c’è chi è riuscito a restare a galla: Giuseppe Marino, capogruppo uscente del Partito Democratico, è stato riconfermato in Consiglio comunale. Lo ha fatto totalizzando 1.042 voti, un risultato personale che lo pone al secondo posto nella lista dem – dietro soltanto a Nino Malara – e davanti al sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace.

Un argine, il suo, che si è opposto alla marea che ha travolto l’ex amministrazione e che dimostra come, nonostante la débâcle generale, alcune singole figure godano ancora di un seguito personale radicato nel territorio.

Cabinovia, casinò e il brand 'Made in Reggio': i progetti per il futuro

Con il trionfo elettorale ormai acquisito, Cannizzaro ha già cominciato a rilanciare alcune delle idee più discusse (e talvolta controverse) della sua campagna. Tra queste spicca il progetto di una cabinovia che dovrebbe collegare il porto ai fortini di Pentimele, un’infrastruttura che il sindaco immagina come simbolo del rilancio turistico della città.

Accanto a questa, l’idea di valorizzare un marchio “Made in Reggio” per incentivare l’economia locale e, infine, la suggestione di un casinò: un’ipotesi, quest’ultima, che l’amministrazione potrà prendere in considerazione solo qualora la legge dovesse consentirlo. Una replica piccata è arrivata anche al leader di Azione, Carlo Calenda – «non mi interessa quello che dice» – mentre nei confronti della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è arrivato un invito: «La inviterò sulla cabinovia, a Reggio non si è vista».

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