Violenza al Marassi, scontri tra tifosi genovesi e milanesi prima di Genoa-Inter

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nuova, violenta pagina di teppismo calcistico ha macchiato il pomeriggio di Genova, dove un'accesa guerriglia urbana tra sostenitori del Genoa e dell'Inter ha preceduto l'incontro di Serie A, trasformando le strade adiacenti lo stadio Luigi Ferraris di Marassi in un campo di battaglia. Gli scontri, esplosi all'arrivo dei pullman degli interisti – che, secondo numerose testimonianze, giunsero a bordo già aperte pronti al lancio di fumogeni e bombe carta – sono stati caratterizzati da una rapidità e una ferocia che hanno rapidamente sopraffatto i dispositivi di sicurezza. Ad attenderli, infatti, c'era un nutrito gruppo di ultras rossoblu, radunato strategicamente in prossimità dell'ingresso al settore ospiti, da cui sono partiti i primi lanci di oggetti, bottiglie e petardi, molti dei quali recuperati rovesciando una campana di raccolta rifiuti lì presente.

L'escalation e la distruzione

La tensione, già palpabile, è degenerata in pochi minuti in una mischia confusa e pericolosa, con le due fazioni che si sono affrontate lungo l'area del torrente Bisagno, scagliando di tutto e costringendo le forze dell'ordine a intervenire con massicce cariche e numerosi lacrimogeni per tentare di frapporre una separazione. Mentre i corpi dello stato lottavano per riprendere il controllo della situazione, alcuni facinorosi hanno dato alle fiamme un furgone, un'automobile e uno scooter parcheggiati nei pressi dell'impianto, alimentando le già dense colonne di fumo con lingue di fuoco che hanno impattato bruscamente con la normalità del quartiere.

Feriti e indagini in corso

Nel caos degli scontri, tre agenti di polizia hanno riportato ferite lievi, tali da richiedere il trasporto in codice verde presso il vicino ospedale San Martino per le necessarie cure. Le dinamiche della colluttazione, che per fortuna non ha causato tragedie più gravi, sono ora al centro delle indagini delle autorità, le quali stanno vagliando anche alcune indiscrezioni, riportate da fonti giornalistiche, che parlerebbero del coinvolgimento nella mischia di alcuni elementi ultras del Napoli, ipotesi che aggiunge un ulteriore tassello di complessità a una vicenda già di per sé grave.

Il dopo scontri e le responsabilità

Il bilancio finale della serata, al di là del risultato sul campo, è quello di una città scossa e di un patrimonio collettivo danneggiato, mentre le istituzioni sportive e giudiziarie si trovano a dover fare i conti, ancora una volta, con un fenomeno di violenza premeditata che sembra resistere a ogni misura repressiva. Le fiamme dei mezzi incendiati, che hanno illuminato sinistramente il crepuscolo genovese, rappresentano il simbolo più crudo di un odio tribale che continua a trovare, purtroppo, il suo palcoscenico nelle vicinanze degli stadi.

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