Scontri a Marassi prima di Genoa-Inter, tre agenti feriti e mezzi dati alle fiamme
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Redazione Sport
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Momenti di pura tensione, di quella che congela l’aria e paralizza il traffico, hanno preceduto l’incontro di Serie A tra Genoa e Inter allo stadio Ferraris. Nel pomeriggio di domenica, mentre il quartiere di Marassi si andava riempiendo dell’ordinario fermento prepartita, l’arrivo dei pullman carichi di tifosi nerazzurri ha innescato, quasi all’improvviso, una sequenza di violenza degna di una guerriglia urbana. Dalle circa 16:50, infatti, dai mezzi in sosta sono partiti i primi lanci di fumogeni e petardi, diretti verso un gruppo di sostenitori genoani che stazionava a poca distanza dalla gradinata sud, settore designato per gli ospiti. La reazione, come spesso accade in queste circostanze, non si è fatta attendere, trasformando le strade adiacenti all’impianto in un campo di scontro dove altro non si vedevano che fiamme e fitte cortine di fumo.
L'intervento delle forze dell'ordine
Per riportare una parvenza di controllo, poliziotti e carabinieri – che già presidiavano la zona per scongiurare contatti tra le fazioni opposte – sono stati costretti a intervenire in maniera massiccia, facendo largo uso di lacrimogeni per separare i gruppi e arginare una follia collettiva che sembrava inarrestabile. Nel fuggi fuggi generale, tra le urla e il crepitio degli esplosivi, si sono consumati episodi di vandalismo che hanno lasciato il segno: un furgone e uno scooter, infatti, sono stati completamente divorati dalle fiamme, mentre altre due autovetture, purtroppo coinvolte, hanno subito danni rilevanti a causa del fuoco. Sul posto, oltre alle volanti, sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco, chiamati a domare i roghi che rischiavano di allargarsi, acuendo un caos già di per sé insostenibile.
Il bilancio della serata
Il prezzo più alto, tuttavia, lo hanno pagato tre agenti di polizia, rimasti feriti nel tentativo di porre fine ai tafferugli. Le loro condizioni, per fortuna, sono state giudicate lievi, sebbene l’episodio rientri in un filone di cronaca nera – quello degli scontri calcistici – che continua a mietere vittime, per lo più tra le fila di chi indossa una divisa. La dinamica, del resto, appare scontata e sinistramente ripetitiva: un lancio, una provocazione, una ritorsione e, in pochi istanti, la normale attesa di un evento sportivo si trasforma in un incubo di violenza che nulla ha a che fare con lo spirito dello sport. La partita, poi, si è regolarmente disputata e conclusa con la vittoria dell’Inter per 2-1, ma il retrogusto amaro di quanto accaduto fuori dal recinto di gioco ha inevitabilmente offuscato il risultato tecnico.
Le indagini in corso
Le forze dell’ordine, come di consueto, hanno già avviato le indagini del caso, setacciando le numerose riprese video – amatoriali e di sorveglianza – per individuare e perseguire i responsabili degli atti vandalici e delle aggressioni. Un lavoro meticoloso, quello degli investigatori, che procede parallelamente alle analisi della Digos, chiamata a ricostruire minuziosamente la catena degli eventi e a verificare eventuali piani premeditati di violenza. Le ricostruzioni, al momento, parlano di una rabbia esplosa in modo quasi spontaneo, frutto della vicinanza fisica tra i due gruppi di tifosi e della consueta carica di antagonismo che caratterizza questi incontri, sebbene alcuni dettagli facciano pensare a gesti preparati con anticipo, come il possesso di materiale pirotecnico in quantità.




