Seixas, il nuovo diamante del ciclismo, doma il Muro di Huy e conquista la Freccia Vallone
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Redazione Sport
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Il mondo del ciclismo, sempre alla ricerca di eredi in grado di raccogliere pesanti eredità e di regalare nuove emozioni, ha ufficialmente lucidato il suo nuovo diamante. Paul Seixas, il diciannovenne talento francese in forza alla Decathlon CMA CGM, ha infatti firmato la sua prima vittoria in una classica di un giorno, imponendosi con una sicurezza disarmante nella novantesima edizione della Freccia Vallone. Sull’iconico Muro di Huy, una rampa infernale di 1,4 chilometri che presenta una pendenza media superiore al 9% e punte capaci di sfiorare il 26%, il giovane transalpino ha lasciato tutti gli avversari senza possibilità di replica, consegnando alla storia una prestazione che porta già la sua firma in calce a un destino che si preannuncia luminosissimo.
Schmid si arrende al cospetto di una progressione straordinaria
La corsa, seconda del Trittico delle Ardenne dopo l’Amstel Gold Race, si è sviluppata lungo un percorso di oltre duecento chilometri costellato da undici côtes; eppure, come da tradizione e contro ogni pronostico che vorrebbe gli attacchi da lontano, la soluzione è arrivata solo sull’ascesa conclusiva. A fare le spese del fenomeno francese è stato, tra gli altri, lo svizzero Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), il quale ha dovuto inchinarsi al cospetto della grande progressione del rivale. Nonostante un recupero poderoso negli ultimi metri – complice una rimonta che lo ha portato a superare avversari del calibro di Ben Tulett e Benoit Cosnefroy –, il corridore elvetico non ha potuto opporsi alla cavalcata del 19enne, ammettendo al traguardo di essersi trovato in una posizione decisamente sfavorevole all’inizio dell’ultima ascesa. A precederlo, nell’ordine, solo un Paul Seixas capace di imporre il proprio ritmo sin dalle prime battute del muro e di piazzare l’allungo decisivo a duecento metri dal traguardo.
Il record di precocità e l’eredità raccolta in casa francese
Questo trionfo, al di là del valore agonistico immediato, assume un peso specifico notevole se contestualizzato nell’albo d’oro della manifestazione. Seixas, alla sua prima partecipazione assoluta alla Freccia Vallone, è diventato il vincitore più giovane di sempre, strappando un primato che resisteva dall’ormai lontano 1936. Nessuno, prima di lui, era riuscito a spaccare la gara con una tale autorità a soli diciannove anni, un dato che fa ben sperare gli appassionati transalpini in vista degli impegni futuri. Nella top ten finale, a sottolineare il momento d’oro della scuola francese, figurano ben cinque corridori d’Oltralpe; eppure, al di là dei piazzamenti dei vari Alex Baudin, Lenny Martinez o Romain Grégoire, è proprio il rendimento del più giovane a fare impressione, capace di gestire la pressione da favorito come se fosse un veterano navigato.
Un avvertimento in chiave Liegi-Bastogne-Liegi
Con questo successo, che rappresenta la sua settima affermazione stagionale dopo il recente dominio al Giro dei Paesi Baschi, Seixas ha lanciato un segnale inequivocabile in ottica domenica. Sulle rampe del Mur de Huy, Tadej Pogacar – il quale aveva certamente studiato le mosse del transalpino in preparazione della Doyenne – dovrà fare i conti con un rivale che non ha alcuna intenzione di attendere il proprio turno. La sfida alla Liegi-Bastogne-Liegi, ultimo atto del Trittico, si preannuncia così come il banco di prova definitivo per il baby fenomeno, il quale, dopo aver domato le Ardenne, proverà a insidiare il regno del campione sloveno. Una cosa è certa: l’inerzia di questa stagione sta cambiando rapidamente padrone.




