Paul Seixas, il 19enne che sfida Pogacar alla Liegi: “Ho una forma eccezionale”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
C’è un nuovo nome, del resto, che sta riscrivendo i pronostici del grande ciclismo internazionale, e questo nome è Paul Seixas. Il dato è tanto semplice quanto eclatante: ad appena 19 anni, il francese ha già vinto il Giro dei Paesi Baschi – trascinato da due successi di tappa – e la Freccia Vallone, diventando il più giovane di sempre a domare il Muro di Huy. A questi allori, va aggiunto un secondo posto alle Strade Bianche e il sigillo alla Faun-Ardèche Classic, un bottino che testimonia come l’inizio di stagione del talento transalpino sia stato semplicemente perfetto. L’asticella, ora, si alza ulteriormente.
La resa dei conti sulla Redoute, dove Pogacar ha sempre comandato
Per capire la portata della sfida di domenica 26 aprile, alla 112esima edizione della Doyenne, bisogna partire dal recente passato. Nelle ultime due edizioni della Liegi-Bastogne-Liegi, il dominio di Tadej Pogacar è stato più che incontrastato: un’accelerazione secca sul tratto più duro della Redoute e una cavalcata trionfale verso Liegi, con le Côte des Forges e Côte de la Roche-aux-Faucons ridotte a semplici ostacoli di circostanza per lo sloveno. Rispetto a questi due precedenti, però, l’edizione 2026 si preannuncia, almeno sulla carta, più interessante e aperta. A dare la caccia al fenomeno della UAE Emirates – che punta alla quarta affermazione personale – ci saranno Remco Evenepoel, già due volte vincitore, e il rampante Seixas, il quale si presenta al via senza timori reverenziali nonostante l’esordio in questa corsa.
“Io non ho paura di loro”, la fiducia del giovane fenomeno francese
La vittoria alla Freccia Vallone ha cambiato lo status di Seixas, ma lui, con i piedi ben piantati a terra, rifiuta le etichette. “Non mi interessa la mia età – ha spiegato il leader della Decathlon CMA CGM – quando arrivo a una gara è per cercare di vincerla”. Nelle dichiarazioni rilasciate alla vigilia, il giovane di Lione è stato chiaro: “Oggi la forma che ho è davvero eccezionale. Devo già riuscire a stargli dietro? Sarebbe un gran risultato, ma io mi sento capace di giocarmela”. Una consapevolezza che nasce dal lavoro sporco, come dimostra l’aneddoto della Freccia, dove Seixas ha dovuto lottare con un raggio rotto nel finale senza però rinunciare all’attacco. “In salita mi sono affidato all’istinto – ha raccontato – ho osservato chi mi stava intorno e ho sferrato l’attacco a 300 metri dal traguardo”.
I dubbi sulla distanza e il verdetto dei 260 chilometri
Non tutti, però, sono convinti che il giovanissimo francese possa resistere all’urto della distanza. Evenepoel, dopo la sua vittoria all’Amstel Gold Race, ha voluto smorzare gli entusiasmi: “Non ha mai corso qui. Ha 19 anni e sono 260 km. Io e Pogačar siamo più abituati a prove del genere. Non dovrete sorprendervi se dovesse soffrire nell’ultima ora di corsa”. Un campanello d’allarme che Seixas non ignora, ma che non lo spaventa: d’altronde, nel 2024 proprio lui si impose nella corsa riservata agli juniores, conoscendo quindi le insidie del tracciato. La sfida, insomma, è affascinante proprio perché incerta: da una parte l’esperienza dei due fuoriclasse abituati a gareggiare per sei ore, dall’altra la furia di un predestinato che ha già dimostrato di saper vincere in tutti i modi. La Redoute, come sempre, darà il verdetto.
Meta Description: Paul Seixas, 19 anni, sfida Pogacar e Evenepoel alla Liegi-Bastogne-Liegi 2026. Il giovane fenomeno francese punta al colpo grosso nella classica Monumento.




