Ex Ilva, operai occupano l'aeroporto di Genova: voli a rischio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano hanno occupato l'aeroporto di Genova nella mattinata di lunedì 19 ottobre, provocando disagi nell'area delle partenze e la sospensione temporanea dell'accesso ai controlli di sicurezza. La protesta è scattata dopo la richiesta di un aumento della cassa integrazione da parte dei commissari straordinari di Acciaierie d'Italia. Gli operai hanno raggiunto lo scalo Cristoforo Colombo per chiedere risposte immediate al governo e garanzie sulla continuità produttiva dello stabilimento siderurgico.

La cassa integrazione e la protesta dei lavoratori di Cornigliano

All'origine della mobilitazione c'è la comunicazione inviata venerdì tramite posta elettronica certificata dai commissari dell'azienda in amministrazione straordinaria. Il documento prevede un incremento del ricorso agli ammortizzatori sociali, motivato dalla mancanza di approvvigionamenti di coils, i rotoli di acciaio necessari per alimentare le lavorazioni industriali. La decisione ha provocato una nuova mobilitazione sindacale, dopo le rassicurazioni sulla prosecuzione delle attività produttive arrivate nei giorni precedenti. I rappresentanti dei lavoratori contestano soprattutto il contrasto tra gli impegni comunicati e le successive disposizioni aziendali.

La mobilitazione è stata organizzata a oltranza, con l'obiettivo di ottenere un intervento del ministero sulla gestione dello stabilimento ligure. Durante la mattinata i manifestanti hanno raggiunto l'area aeroportuale, portando la vertenza industriale fuori dai cancelli della fabbrica. Al centro delle rivendicazioni c'è la necessità di assicurare le materie prime per consentire agli impianti di lavorare. L'interruzione delle forniture di acciaio mette infatti in discussione la possibilità di mantenere operative le linee produttive, mentre il ricorso agli ammortizzatori sociali coinvolge direttamente il personale.

Aeroporto di Genova, controlli sospesi e partenze dei voli

L'occupazione ha avuto conseguenze immediate sull'organizzazione dello scalo genovese. L'accesso ai varchi dei controlli di sicurezza è stato temporaneamente sospeso, mentre il personale aeroportuale ha dovuto gestire le operazioni di partenza dei passeggeri già presenti. I voli diretti a Parigi, Londra Stansted e Roma Fiumicino sono decollati o risultavano in fase di partenza, perché le rispettive procedure di imbarco erano già state completate. Per gli altri collegamenti, invece, le operazioni dipendono dalle condizioni di accesso all'area delle partenze e dalle decisioni adottate dalle singole compagnie aeree.

Bucci incontra i sindacati, Fornaro attacca il governo

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha raggiunto i rappresentanti sindacali all'interno dell'aeroporto occupato per affrontare la crisi dello stabilimento. Il governatore ha richiamato il programma accettato da Acciaierie d'Italia per consentire a Genova di lavorare materiale conto terzi nell'eventualità di una chiusura degli impianti di Taranto. Si tratta di una soluzione destinata a permettere la prosecuzione delle attività industriali attraverso lavorazioni effettuate per altri soggetti. Bucci ha sottolineato la necessità di trovare una soluzione per tutelare il lavoro nel sito ligure.

La vertenza è arrivata anche alla Camera, dove il deputato Federico Fornaro è intervenuto durante la discussione sul decreto relativo alla continuità operativa del gruppo siderurgico. Il parlamentare alessandrino ha criticato il comportamento del governo e il cambiamento di posizione rispetto agli impegni assunti nei confronti dei dipendenti. «I lavoratori dell'ex Ilva vanno rispettati e non presi in giro», ha dichiarato, ricordando la lettera con cui mercoledì i commissari straordinari avevano assicurato che gli stabilimenti non avrebbero chiuso e che la produzione sarebbe proseguita.

All'assemblea degli operai erano presenti anche i parlamentari del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo. La loro partecipazione si è inserita nelle iniziative politiche legate alla mobilitazione sindacale. L'incontro con le rappresentanze dei dipendenti ha coinvolto così anche esponenti istituzionali del territorio, oltre ai vertici regionali impegnati nel confronto sulla vertenza industriale.

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